#Salone: in casa dell’architetto

Otto case in otto diverse città del mondo. Dalla Francia agli Stati Uniti, dall’India alle Americhe. Una mostra molto piacevole in cui otto archistar raccontano le loro abitazioni, gli arredi, la luce, gli oggetti. Le città.

di Claudia Barana

 

È una sorta di catalogo di soluzioni abitative seguendo 8 gusti e stili differenti. Per ogni star, una casa scatola bianca, in cui è riprodotto un pezzo d’arredo o un rimando alla casa; si susseguono video interviste, fotografie. Ognuno si presenta e si svela per quello che è. Daniel Liebeskind, Zaha Hadid, Shigeru Ban, Mario Bellini, David Chipperfield, Massimiliano e Doriana Fuksas, Marcio Kogan e Studio Mumbai/Bijoy Jain. In questo avvicendarsi di idee e modi diversi di fare architettura, sono tre i più significativi, forse perché i più spontanei.

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Shigeru Ban vive in una casa essenziale, quasi priva di oggetti perché a lui non interessa il possesso. L’ecologia è un tema prezioso che non deve seguire le mode ma una mentalità. Quasi in imbarazzo per le ricchezze degli architetti famosi , racconta delle sue case per le emergenze, dell’uso della carta per l’edilizia, dell’importanza della luce e dell’aria che si deve sentire.

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Zaha Hadid spiega come oggi sia cambiata l’ideologia della casa, come Londra sia diventata la città più moderna e grandiosa grazie alla sua generosità di accogliere e ascoltare le diverse culture delle persone che sono arrivate. Abita in una casa colma dei suoi arredi, ma non l’ha costruita lei come se fosse un manifesto del suo pensiero. Per questo ci vuole tempo e uno studio, ma il suo – racconta – è troppo impegnato.

Tra tutti, ho trovato il più simpatico Daniel Liebeskind che narra della sua famiglia in Polonia e del suo continuo migrare da una casa all’altra, dai ghetti e dalla case blocco di Tel Aviv all’appartamento vista Ground Zero di New York. Una passione divertita per l’architettura, ma soprattutto per i libri. Cita Cicerone “Una casa senza libri è una casa senza anima” e racconta che anche lui fa come Churchill che, convinto di non riuscire a  leggere mai tutti i libri acquistati, ne apre uno a caso ogni giorno per respirare le intelligenze e farsi ispirare. Nel pensare a casa mia, un piccolo appartamento però colmo di libri, esco ‘divertita’: ma allora – non resisto all’acida ironia – esiste un punto di contatto con questo mondo intoccabile delle grandi star!

 

Fiera Milano Rho fino al 13 aprile

 

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