Voci scomode

Due giornalisti rifugiati in Francia incontreranno gli studenti di Torino e tutti coloro che vorranno ascoltare le loro storie di vita (27 e 28 novembre)

di Alessandro Rocca

 

25 novembre 2014 – Voci Scomode. Sono quelle del giornalista dell’Azerbaigian Agil Khalilov e dellla giornalista russa di origini cecene Zara Mourtazalieva, entrambi rifugiati e accolti dalla Maison des Journalistes di Parigi che il 28 di novembre presso il Campus universitario Luigi Einaudi di Torino incontreranno gli studenti di vari corsi dell’Università e tutti coloro che vorranno ascoltare le loro storie di vita e di giornalismo. L’appuntamento si inserisce nell’ambito di Presse 19, progetto di sensibilizzazione alla libertà di espressione e all’importanza del pluralismo dell’informazione. Presse 19 è un progetto della Maison des Journalistes (www.maisondesjournalistes.org ), di portata europea che l’associazione francese lancerà proprio a Torino grazie alla collaborazione con il Caffè dei Giornalisti (http://www.caffedeigiornalisti.it/ ). Il progetto deve il suo nome all’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 che sancisce il diritto alla libertà di opinione ed espressione.

Chi è Agil Khalilov

Giornalista del quotidiano di opposizione Azadlig, per il quale continua a scrivere, Agil Khalilov, nato nel 1983, dal 2008 vive a Parigi come rifugiato politico. Ha lasciato l’Azerbaigian dopo una serie di articoli che ha pubblicato relativi ad un’inchiesta che rivelava il coinvolgimento di membri del Ministero della Sicurezza Nazionale (ex KGB) in un caso di appropriazione indebita immobiliare. Durante la sua inchiesta, Khalilov viene sorpreso a filmare una transazione illegale: il governo vuole coprire lo scandalo, e il giornalista è oggetto di diversi attentati in poche settimane. Viene pugnalato, il colpo va a pochi centimetri dal cuore. Ne esce miracolosamente vivo, guarisce e pochi giorni dopo viene spinto sotto la metropolitana. La polizia si rifiuta di indagare su tali attentati e i suoi avversari non si fermano: organizzano una vasta campagna mediatica per screditarlo. Presentato come un omosessuale (che, nella società azera, é un grave insulto e ne conseguono gravi discriminazioni), si sostiene che sia vittima dei suoi costumi “contro natura”. L’autore dell’accoltellamento sarebbe un “amante geloso”. Il suo processo diventa un vero e proprio “spettacolo organizzato” in piena tradizione staliniana: il pubblico ministero, come i giudici, lo presentano fin da subito come “colpevole”.

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Agil Khalilov

Il sistema giudiziario e i media condividono lo stesso scopo: servire il regime, eliminando coloro che minacciano la mafia del potere. Agil Khalilov decide di fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo e lascia l’Azerbaigian. Per la prima volta nella sua vita, prende l’aereo e lascia alle spalle i suoi incubi. Oggi tiene lezioni sulla libertà di stampa nelle scuole francesi e partecipa a vari eventi organizzati da istituzioni internazionali e ONG a livello europeo. Alla domanda su come veda il suo futuro, Khalilov risponde che intende “continuare a combattere e lavorare come giornalista.”

Chi è Zara Mourtazalieva

Nata e cresciuta in Cecenia, nel 2003 si trasferisce per studiare e lavorare a Mosca. Il 4 marzo 2004 viene arrestata all’uscita del lavoro: si tratta di una pratica comune attuata dalla polizia di Moscanei confronti delle persone di “nazionalità caucasica” (un termine comunemente usato dalla polizia per designare etnicamente cittadini del Caucaso). Una volta portata in commissariato, cadrà nella trappola preparata ad hoc dagli agenti della polizia russa: sulla base della “prova” di un pacchetto esplosivo nascosto a tradimento nella sua borsa, sarà condannata per terrorismo a otto anni e mezzo di reclusione in una colonia penale. Viene condannata ai lavori forzati ad appena 20 anni, nel 2004. Lascia il carcere il 3 settembre 2012, il giorno prima del suo ventinovesimo compleanno.

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Zara Mourtzalieva

Dopo otto anni e mezzo trascorsi nei campi di Mordovia per un crimine che non ha commesso, Mourtazalieva, fugge in Francia e viene accolta nel 2012 alla Maison des journalistes a Parigi. Questi anni di detenzione non hanno infatti indebolito questa giovane attivista cecena: al contrario, lei ha deciso di combattere contro la corruzione del sistema giuridico russo. Le è stato riconosciuto lo status di rifugiata politica da un anno: Mourtazalieva intende continuare a combattere per i detenuti nelle colonie penitenziarie russe, supportata da diverse associazioni e organizzazioni per i diritti umani.

Nel suo libro, “Otto anni e mezzo”, pubblicato in Francia nel mese di aprile 2014, oltre alla propria storia, racconta il sistema carcerario sotto il governo Putin. Nel suo libro riflette principalmente sulla vita in una colonia penale, sugli abusi contro le donne: le umiliazioni, le percosse, le violenze, il lavoro forzato, le punizioni, anche con esito mortale. Mettendo a confronto il sistema carcerario del regime di Putin con quello di Stalin. Racconta anche le storie di altre donne detenute, dove le innocenti e le colpevoli intrecciano i loro destini.

 

 

Ma la due giorni torinese inizia la sera del 27 di novembre. Le voci scomode in questo caso sono quelle di dei giornalisti che hanno cercato la verità, pagandola con la vita. Ilaria Alpi, assassinata a Mogadiscio ormai 20 anni fa, il 20 marzo 1994, insieme al suo cameraman Miran Hrovatin. Ilaria e Miran erano in Somalia per seguire il ritiro della missione italiana che miseramente aveva fallito il suo compito di pacificazione del paese africano, insieme agli americani. Ma non solo. Ilaria e Miran erano sulle tracce di traffici di armi e rifiuti tra l’Italia e il corno D’Africa, più volte definito una pattumiera. Se ne parla con Francesco Cavalli, direttore del Premio Giornalistico Televisivo Ilaria Alpi e autore del libro “La strada di Ilaria”. Con lui Alessandra Comazzi, giornalista e membro della giuria del Premio Ilaria Alpi, Stefano Tallia, segretario dell’Associazione Stampa Subalpina, e Raffaele Masto, giornalista della redazione esteri di Radio Popolare, che modererà l’incontro. La cantante, autrice e attrice Saba Anglana interpreterà alcune brani tratti dallo spettacolo nato dal libro “La strada di Ilaria”.

 

 

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