La La Land

Di Damien Chazelle, con Ryan Gosling, Emma Stone, John Legend, J.K.Simmons, Finn Wittrock. Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile al Festival di Venezia 2016, Premio del pubblico al Festival di Toronto 2016, 7 Globen Globes, di cui uno per la miglior interpretazione maschile e femminile, 14 candidature agli Oscar 2017.

di Irene Merli

Fin dalla prima scena – una danza tra gli automobilisti imbottigliati su un’arroventata highway di Los Angeles, in stile “Fame” – questo film è una lettera d’amore alla città dei sogni, alla magia del jazz, al musical degli anni d’oro di Hollywood. E da subito è una boccata d’aria fresca e colorata, che ci trasporta per due ore in un altro mondo con la leggerezza di un giro di ballo.

Mia è una giovane aspirante attrice che lavora in una caffetteria degli Universal Studios, tra un’audizione fallita e l’altra. Sebastian è un ottimo pianista jazz che vuole aprire un club tutto suo, ma non ha un dollaro ne’ un ingaggio in tasca: la musica che adora sembra definitivamente morta per il grande pubblico.

Nell’arco di quattro stagioni i due si incontrano, si innamorano, si incoraggiano l’uno con l’altra. Ma siccome il successo stenta ad arrivare, lui accetta di fare il tastierista in un gruppo musicale pop, mentre lei fa fiasco in un monologo teatrale, scritto di suo pugno. E il loro rapporto si incrina tra le tournées di Sebastian, le frustrazioni di Mia e la difficoltà di accettare i compromessi tra sogni e quotidianità.

“La La Land” è ambientato ai giorni nostri, non siamo più nella Hollywood degli anni Cinquanta. Il prezzo del successo, se mai arriva, è davvero pesante: lo si paga con la rinuncia ai desideri più sinceri. Così il musical di Damien Chazelle, storia romantica mozzafiato, è anche il racconto malinconico di quanto si può perdere per riuscire ad arrivare in alto.

Sullo sfondo, il terzo personaggio del film: Los Angeles, una città epica, da grande schermo, piena di insegne luminose che si affollano l’un l’altra, una tela su cui si avvicendano incontri fatali, un traffico pazzesco dove ognuno insegue i propri sogni chiuso in macchina.

È qui e solo qui che Mia e Sebastian possono vivere la loro vita da “wanna be”, come dicono gli americani. Ma la Los Angeles di “La La Land” è un mondo incantato, magico, pieno di energia e di colori brillanti, dove un dialogo o un’azione possono essere interrotti con estrema naturalezza da un numero di canto e di danza, un monologo, un duetto o una coreografia corale.

Chazelle, giovane regista al terzo film, dopo il successo di “Whiplash” ha realizzato il suo personale sogno: girare un musical che riesce a riportarci alle atmosfere, allo stile musicale e alle coreografie del grandi classici. Grazie anche a una fotografia nitidissima e sgargiante e a una colonna sonora di forte efficacia, che segue il percorso del film alla perfezione. Soprattutto “Audition” e “City Of Stars” sembrano scaturire dai recessi del cuore dei due personaggi.

E a proposito dei protagonisti, Damian Chazelle non li ha scelti professionisti dei musical, ne’ ha tentato di trasformare i suoi attori in Ginger Rogers e Fred Astaire redivivi. Voleva che sembrassero davvero quello che sono nel film, due sognatori che ce la mettono tutta, ma non sono sicuri neppure loro di avere la stoffa per sfondare. Per questo Mia e Sebastian sono credibili, empatici, la loro alchimia di coppia convince e travolge.

Ryan Gosling ed Emma Stone, che pure si sono preparati per mesi (quando suona il piano Gosling non ha mai una controfigura), non sono cantanti o ballerini. Ma da veri attori interpretano i numeri musicali in funzione degli stati d’animo dei personaggi. E il sorriso struggente di Ryan Gosling, nel finale, suggella un film che ha uno slancio emotivo contagioso. Cinici e snob, alla larga! “La La Land”è pura evasione, in stile vecchia Hollywood…



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