La settimana, in musica

La musica della settimana dal 26 Febbraio al 3 Marzo

A cura di Gabriella Ballarini e Juri Bomparola

Un anno di “La settimana, in musica”. Grazie a tutte e tutti per aver letto e ascoltato, un regalo per voi, una bonus track. Musicalmente, G. e J.

E questa, è una storia disonesta!

Merci patron! Come si inganna il capitale di Clara Capelli

Non ho altro da aggiungere, Vostro Onore.
Il teste ha parlato, esaustivamente.

“Merci patron, merci patron
Quel plaisir de travailler pour vous
On est heureux comme des fous
Merci patron merci patron
Ce que vous faites ici bas
Un jour Dieu vous le rendra“

Grazie di tutto.
Clara Capelli spiega ciò che c’è da capire.
La faccenda di Davide e Golia è nota a tutti, vediamo chi la comprende.

Messico, effetto Trump sulle presidenziali di Perez Gallo

Propongo “Enemy Guns”, ancora una volta degli adorati Devotchka.
Quali sono le armi del nemico? Sono tutte da definire, tra le diatribe c’è il Messico.

“We have given our bodies
To the Mexican army
But my heart and soul
Belong to you my love
So let the enemy guns
Cut me to ribbons
For my eternal soul
Will know the way back home”.

Chi vincerà, nel Messico?
Chi vincerà il Messico? 

L’Ungheria di Orban e gli ostacoli sul cammino dei profughi di Francesca Rolandi

Questo è il brano d’esordio dei REM, band storica che ha un posto d’onore nella mia personalissima hit. Anno 1981, la canzone si ispira al nome di un’emittente radio statunitense, ma ci porta tra quei confini europei, tra muri e flutti. E l’idealizzazione sottolineata sul finale dell’intervista di Francesca Rolandi: parlando di “profughi di ieri (ungheresi)”, ritenuti migliori di quelli di oggi.
Straight off the boat where to go?
Calling on in transit calling on in transit
Radio Free Europe, radio

Haiku e sakè, in viaggio con Santoca di Enza A. Moscaritolo

Io non lo sapevo che il mondo degli haiku superasse i confini del Giappone e proprio grazie alla Moscaritolo ho appreso non solo di Roma, ma ho trovato questo stropicciamo jazz che fa da sfondo alle parole di Jack Kerouac.
All I see is what
I see –
Red fire sunset

Medellin, una metropoli sorta sulle ceneri del narcotraffico di Alice Facchini

Il reportage di Alice Facchini è da leggere attentamente, una riga alla volta, con accuratezza. La scelta che ho compiuto questa settimana è di eleggere la leggerezza e la normalità che vive tra le strade della Colombia. A bracetto con l’invisibile, c’è la ragazza che mastica una gomma e sale sulla moto dell’altro.
Había otro que te chequeaba
Montaste su moto
Te brindó chicle tambien galleta
Prendió su motoreta
Y te marchaste con el mono.

Sheiri-rojahelat 5. di Linda Dorigo

Le perle preziose di Linda Dorigo questa settimana ci portano tra le pareti di casa, le storie vere, quasi vere, molto vere. I cantastorie, le storie che passano di mano in voce e poi ancora e ancora.
Nei libri non ho letto mai
Quello che tu dici e tu sai.

La matita di Enrico Natoli

Te promettre la Lune.



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