La settimana, in musica

Musica della settimana dal 2 al 7 Aprile

A cura di Gabriella Ballarini

Les Bleus di Christian Elia

Un documentario scelto da Christian Elia per una riflessione più ampia, una dichiarazione. E così io ne approfitto e scelgo uno dei miei gruppi preferiti, una musica incalzante, dolce. E ci si incontrerà e si danzerà e si giocherà al gioco del calcio o a nascondersi e ritrovarsi o a morire e perdersi.
C’est un peu une déclaration que je te fais car il est
temps je crois
Quand certains rêvent de nations de football ou de vrais
Combats

A Medellin tra gli habitantes de calle di Alice Facchini

Me llaman calle dice Manu Chao.
Alice Facchini ci spinge su quelle strade di Mellin tra il pieno e il vuoto dell’esistenza.
Me llaman calle
Hoy tan cansada, hoy tan vacía
Como maquinita por la gran ciudad

La ricorstruzione dell’Aquila di Francesco Chiodelli

Su Q Code Town questa settimana è uscito questo pacato racconto di Francesco Chiodelli, mi faccio sempre interrogare dalle parole dei racconti per cucire insieme la musica e così ho letto queto passaggio: “ogni tanto si incontra un cittadino che vaga in cerca dei ricordi”. Ho deciso di scomodare Elvis per sottolineare la dolcezza della memoria e l’infinito nella storia.
Memories, pressed between the pages of my mind
Memories, sweetened through the ages just like wine
Quiet thoughts come floating down
And settle softly to the ground
Like golden autumn leaves around my feet
I touched them and they burst apart with sweet memories,
Sweet memories

Viaggio ai confini dell’Europa di Barbara Capone

E’ una canzone dei Velvet underground, che chiude un album scritto negli anni sessanta. Una canzone breve che infastidisce per i graffi, che mette un punto, anzi un punto e virgola, come se il discorso dovesse continuare. Proprio come fa Barbara Capone, che si congeda con un senso di rabbia e noi ci congediamo con un senso di fastidio, come se volessimo bloccare quelle corde di chitarra, come se volessimo capire.
You killed your European son
you spit on those under twenty-one
but now your blue clouds have gone
you’d better say so long

LA SERBIA DELL’UOMO FORTE VUČIĆ di Francesca Rolandi

Nei discorsi che riguardano la politica, sembra quasi che il problema sia proprio la gente. Gente che non viene ascoltata. Francesca Rolandi ci offre un’analisi approfondita dello scenario, dei punti di vista, della manifestazione, dei movimenti, delle relazioni, dei poteri. E poi lo slogan: Avanti tutta!
Siente:
tu manco me canusce, però tu me rappresiente
a me e a tanta ggente
e ‘o prubblema è proprio chisto: ‘a ggente.

Non basta. Di Angelo Miotto

La voce struggente di Cesaria Evora per accompagnare un requiem, qualcosa che è morto dentro di noi durante quei giorni di Genova, quel buco nero, come lo descrisse Enrico Natoli una volta e che Miotto chiamò Compassione.
La tortura dell’anima, dell’anima intera.

La matita di Enrico Natoli

El autentico.



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