La settimana, in musica

Musica della settimana dal 9 al 14 Aprile

A cura di Gabriella Ballarini

Le armi di ETA nelle mani degli artigiani della pace di Angelo Miotto

E’ arrivato quel giorno, le armi lasciate andare, una lettera recapitata il 7 Aprile 2017. La lettera di Guccini invece è datata 15 Novembre 1996. Una canzone proprio come una lettera che si districa tra amore e morte, tra vita e frontiere e traguardi. Ci sono lettere e lettere, ci sono vite in vita e morti da ricordare.
Di storie tragiche nate per gioco
Troppo vicine o troppo distanti.

L’atlante dell’acqua di Emanuele Bompan

Emanuele Bompan e i suoi collaboratori hanno realizzato un documento che è uno svelamento. Pigiando la freccia, una pagina alla volta, l’acqua si mischia al nascondimento e lo svelamento si inumidisce, come fanno le tracce di onda sulla spiaggia, come un pensiero. Per accompagnare questo pensiero ho scelto di ascoltare in sottofondo i Dire Straits. In questo pezzo meraviglioso.
High and dry in the long hot day
Lost and lonely every way
Got the flats all around me sky up above
Yes I need a little water of love

Abitare condiviso? di Francesco Chiodelli

Un’analisi seria di Francesco Chiodelli e una scelta divertente per raccontare il vivere condiviso di qualcuno che non voleva confondere l’affitto con l’affetto, amici approssimati per difetto, amici solamente per contratto: i coinquilini. Grazie a Davide Zilli.

Danimarca, se il centrosinistra flirta con la destra di Michele Ferro

Parole d’amore scritte a macchina, una canzone di Paolo Conte. Ho letto il flirt nel titolo e così ho pensato a quando un amore va male, a cose succede. A quando ci si parla e non ci si parla. A quando ci sono degli intermediari, insomma, a quando non ci si capisce e si sfugge e nemmeno tutti gli altri ci capiscono più nulla.
La nostra storia
In quattro pagine.
Che certe cose non si scrivono
Che poi i giudici ne soffrono.

Dirigenti e dirigibili di Alessandro Macchia

Ho come la sensazione che sia arrivato il momento di Another brick in the wall dei Pink Floyd. Come se Alessandro Macchia, in qualche modo, lo chiedesse. Immaginando quell’amorevole insegnante del video che esorta il suo studente ad odiare la poesia, che è solo spazzatura. Era il 1979, io cercavo di venire al mondo e Roger Waters descriveva con tristezza, rabbia e disperazione una porzione di futuro, una scuola, un mondo degli adulti.
We don’t need no education.
We don’t need no thought control.
No dark sarcasm in the classroom.
Teacher, leave those kids alone.

Turchia, una giornata particolare di Christian Elia

Non riesco a non pensare alla Turchia come a questa canzone di Tom Waits. C’è qualcosa che ci piace, con una goccia di veleno. E goccia, dopo goccia.
I like my town with a little drop of poison

La matita di Enrico Natoli

Per cancellare il sangue…
Un Uomo pieno di tramonti
D’istanti, di racconti e d’orizzonti



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