sheiri rojhelat 18.

Frammenti di Kurdistan

di Linda Dorigo

Le ultime ore a Saqqez sono occasione di confidenze.

Ho la testa appoggiata sulle ginocchia di mamma Fatima. Accanto a noi Mohsen e Shler.

Abbiamo preparato i dolma e pranzato insieme prima della partenza. Fatima mi accarezza i capelli con le mani ruvide, le guance rigate dalle rughe e dalle lacrime che le scorrono sempre quando parla dei suoi figli.

Nonostante il digiuno per il Ramadan, è forte, va in moschea e al ritorno si ferma dall’amica che vive con i gatti, le galline e un maiale. Accoccolati sui tappeti, Fatima ricorda Hassan, il figlio maggiore che oggi ha 50 anni.

Hanno lasciato Shler da sola che aveva pochi mesi per andare a prenderlo tra le montagne.

Si era unito ai combattenti del Komala da un anno, e durante uno scontro aveva perso un occhio. Ma una volta a casa Hassan è stato arrestato e ha passato cinque anni in prigione a Evin dove è diventato dipendente dalla droga.

Si è disintossicato più volte, ma ci è sempre ricascato. Si è sposato, divorziato e ha due figli. Nessuno sa dove si trovi, ma mamma Fatima è sicura che sia a Saqqez.

 



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