La settimana, in musica

Musica della settimana dal 3 all’8 Settembre

A cura di Gabriella Ballarini

Among the believers di Christian Elia

Inquietante e spietata la canzone del gruppo I Monster, anno 2003: these are our children. Ed io aggiungo: perché dobbiamo averne paura?
Hide and seek is a game
We’ll teach you how to play
Close your eyes
Really tight
Wake your duck
Like the guys

Donde esta Santiago Maldonado? Di Andrea Cegna

Ho pensato a lungo a quale canzone fosse più adeguata, poi ho pensato al cielo, se Santiago Maldonado è ancora vivo, potrebbe guardare il cielo, anche in questo momento. Magari cercare delle risposte, desiderare il volo e smettere di sentire quello strano dolore.
Vorrei seguire ogni battito del mio cuore
Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove
Da dove viene ogni tanto questo strano dolore.

Berta Caceres: memoria, forza, resistenza di Luca Martinelli

Questa canzone di Lhasa de Sela mi porta malinconia, dolore e una parete.
Come a voler guardare senza vedere, come a voler cercare senza trovare.
Pregare con la faccia al muro e la città, muore. E Berta Caceres, morirà ogni giorni in cui non troveremo la verità.
Llorando
de cara a la pared
se apaga la ciudad

Zuwara, Libia: la città che ha detto basta alle morti in mare di Marta Bellingreri

Residente canta una canzone arrabbiata, un video di paure e incubi.
Scriviamo libri di storia fatti di sangue.
Sono fatto di guerra.

Li–ber–ta–te di Andrea Rampini

Leggendo la narrazione di Andrea Rampini ho visto gli appigli, gli agganci, gli incontri e gli spiragli. Ho immaginato un mondo, una strada, ho visto la bambina che dormiva sotto la sua finestra perché un altro posto dove andare proprio non le veniva in mente. A volte si può solo scomparire, togliersi dalla vista.
I think I need to find a bigger place

‘Cause when you have more than you think

You need more space
Society, you’re a crazy breed

I hope you’re not lonely without me

Guatemala. La tragedia dimenticata di Roberto Meloni


Yo canto la diferencia. Violeta Parra.
Questa canzone va ascolta e riascoltata, una parola alla volta. Perché nessuna tragedia debba essere dimenticata, perché nessuno stato abbia la licenza di vivere l’ipocrisia della bandiera che altro non è che una catena tricolore.
Los ángeles de la guarda vinieron de otro planeta
Porque su mirada turbia su sangre de mala fiesta
Profanos suenan tambores, clarines y bayonetas
Dolorosa la retreta.

La matita di Enrico Natoli

Il mio giardino.



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