Bandiere nere

La nascita dell’ISIS

di Christian Elia

Immaginate un grattacielo. E tutto intorno a lui un’umanità che – suo malgrado – paga le conseguenze delle decisioni che vengono prese in quel grattacielo.

Il giornalismo che ho sempre amato, che mi ha innamorato, è quello che sta in mezzo a quella gente, sui marciapiedi, nei bar, agli angoli delle strade. Bisogna ammettere, però, che talvolta anche entrare nel grattacielo è intrigante.

I protagonisti della storia, i retroscena, le dinamiche del potere, a saperle raccontare, hanno un dannato fascino. Dipende da come lo fai.

Joby Warrick, nel suo Bandiere nere – La nascita dell’ISIS, edito in Italia da La nave di Teseo e vincitore del Premio Pulitzer nel 2016, è in questo senso un libro chiave.

Perché Warrick, a volte, dà la sensazione di non aver mai messo piede in Medio Oriente. Non è vero, sia chiaro, perché per il Washington Post ha realizzato grandi reportage, ma è il tono di voce che sceglie a rendere unico questo lavoro.

Sembra aver orecchiato, per anni, dietro una porta. Quella dove si prendono le decisioni. Che sia il quartier generale dei servizi segreti giordani, che sia la Casa Bianca o il comando dei ribelli siriani, passando per le monarchie del Golfo, Warrick (con un eccellente impianto di fonti e di ricerca) prende una quantità immensa di dati e la rende storia.

Parlare del potere senza strizzargli l’occhio, parlare del potere come processo umano, fatto da protagonisti in carne e ossa.

Un percorso narrativo, giornalistico e storico, capace di tenere lo stesso registro se parla del re di Giordania o di un oscuro doganiere iracheno rivelatosi decisivo nell’omicidio di al-Zarqawi.

La filiera che dal 2003 al 2014 porta alla nascita dell’ISIS non è svelata per la prima volta in questo libro. Ma il ricostruire le vite e lo sguardo dei protagonisti di questo percorso, gli snodi, i passaggi di senso, è opera eccellente.

Un libro che parla del potere per svelare i fallimenti del potere. Un libro che parte dal potere per arrivare alle conseguenze, senza sconti, senza blandire il potere stesso.

La vita e la radicalizzazione di al-Zarqawi, l’ascesa al potere di al-Baghdadi, il ruolo di al-Qaeda, la Siria e l’Iraq, la monarchia giordana e l’amministrazione Bush, l’amministrazione Obama e le tribù sunnite dell’al-Anbar: Warrick mette assieme i pezzi, col piglio del grande giornalista, con la penna dell’ottimo scrittore.

Un piccolo gioiello di giornalismo narrativo, un punto di sintesi prezioso per la storia di questa ‘guerra la terrore’, uno spunto per evitare altri fallimenti.



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