Yo soy Fidel

Il racconto fotografico attraverso i 900 km di viaggio che il convoglio funebre di Fidel Castro ha percorso da L’Avana a Santiago de Cuba

Un anno dopo, il ricordo, la memoria. Il racconto fotografico dei funerali di Fidel Castro, a un anno dalla morte

testo e foto di Daniele Coppa

La mia prima visita a Cuba si è svolta durante i giorni importanti e frenetici dei funerali di Fidel Castro: attraversare l’isola in quest’occasione è stato emozionante e intenso, così come intensi erano gli sguardi dei giovani cubani che urlavano compatti il nuovo slogan in ricordo del loro leader rivoluzionario. Nei 900 km di viaggio che il convoglio funebre ha percorso dalla capitale alla città di Santiago de Cuba dove le ceneri sono state sepolte, ho osservato la popolazione rispettosa e determinata a salutare la figura che sessant’anni prima ha cambiato il volto dell’isola, attendendo ore in interminabili file per visitare la camera ardente a L’Avana, oppure ascoltando i giovani che ripetevano quasi a memoria le frasi che Raul Castro ha pronunciato nel suo discorso di commemorazione.

Così come mi ha colpito il silenzio surreale che è calato sulla folla mentre il carro funebre passava, neanche poi così lentamente, tra le vie della capitale contrapposto invece ai cori degli studenti di Santiago al parco Cespedes.

 

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 Il carro funebre con le ceneri di Fidel Castro percorre le strade del parque Cespedes a Santiago de Cuba, dove il Lider Maximo il 1 gennaio 1959 fece il celebre  discorso dal palazzo del municipio proclamando la vittoria, prima di dirigersi verso la capitale La Habana per concludere la corsa alla rivoluzione.

 © Daniele Coppa

 Ragazzi navigano su internet in uno dei vari punti coperti da rete wi-fi . A Cuba internet è la vera nuova rivoluzione: dopo anni di costi proibitivi e una  disponibilità di accesso scarsa è ora possibile camminando per le strade dell’isola, riconoscere le aree hotspot wi-fi dove è possibile connettersi ad un costo di 2  dollari circa l’ora. La tariffa è ancora elevata per i cittadini cubani e siti e blog dei dissidenti vengono ancora bloccati, rendendo il servizio non completamente  libero.

 © Daniele Coppa

 La folla attende che l’organizzazione di sicurezza permetta l’accesso a uno dei 3 ingressi per Plaza de la Revolución, dove la camera ardente allestita per un  ultimo saluto al presidente è rimasta aperta al pubblico per 3 giorni.

 © Daniele Coppa

 Nei giorni di lutto nazionale in migliaia si sono recati ai vari punti allestiti nell’isola per sottoscrivere il giuramento espresso da Fidel Casto nel 2000, come  volontà di dare continuità alle loro idee e al socialismo e per ‘Adempiere al concetto di rivoluzione’.

 © Daniele Coppa

 Plaza de la Revolución con la lunga coda per accedere al Memorial Jose Martì dove tra il 27 e il 29 di novembre migliaia di persone hanno reso omaggio presso  la camera ardente di Fidel Castro Ruz.

 © Daniele Coppa 

 Una delle camere ardenti allestite nel mausoleo di Jose Marti per il saluto di Fidel Castro.

 © Daniele Coppa

 La folla si è riversata in piazza della Rivoluzione nella capitale Cubana la sera del 29 novembre per omaggiare assieme a vari capi di stato il Lider Maximo. La  mattina seguente alle 7 in punto, il carro funebre ha lasciato la capitale con destinazione finale Santiago de Cuba, per la sepoltura al cimitero di Santa Ifigenia.

 © Daniele Coppa

Attesa al Malecon de L'Avana per il passaggio del carro funebre. Il convoglio ha attraversato l’isola per un viaggio di 900 km sostando a Santa Clara, Camaguey, Bayamo e Santiago de Cuba ripercorrendo a ritroso il tragitto che quasi 60 anni prima Fidel e l’esercito di liberazione hanno percorso per liberare l’isola dal governo dittatoriale di Batista.


© Daniele Coppa

 Le spoglie di Fidel Castro attraversano le strade della capitale all’inizio del viaggio che lo porterà al cimitero di Santa Ifigenia a Santiago de Cuba.

 © Daniele Coppa

 Gli studenti dell’università de L'Avana, dove Fidel Castro si laureò in legge prima della rivoluzione, hanno dimostrato il loro cordoglio durante i 9 giorni di lutto  proclamati dandosi il cambio ed esponendo le bandiere dei corsi di laurea, assieme alle immagini commemorative del Lider Maximo.

 © Daniele Coppa

 Intervista alla professoressa di storia Nilda Napoles Garcia a Camaguey da parte della corrispondente di France 24. La signora Nilda, 80 anni, mostra  Venceremos!, il libro di testo utilizzato durante la campagna di alfabetizzazione lanciata da Castro nel 1960.

 © Daniele Coppa

 Studentesse attendono che il corteo lasci la città di Camaguey la mattina del 02 dicembre.

 © Daniele Coppa

 Ultimo commosso saluto di una addetta del ministero dell’interno durante il passaggio a Camaguey delle ceneri del comandante Castro.

 © Daniele Coppa

 Il convoglio lascia Camaguey per proseguire il viaggio verso Bayamo e infine Santiago de Cuba, la tappa finale del viaggio.

 © Daniele Coppa

 Dopo il passaggio del corteo funebre per parque Cespedes a Santiago de Cuba, la folla si dirige verso la Plaza de la Revolución, per la cerimonia finale con i vari  leader di Stato accorsi per salutare il Comandante Fidel Castro.

 © Daniele Coppa

 Studenti durante la serata di commemorazione a Santiago de Cuba sventolano le bandierine nazionali al ritmo di "Yo Soy Fidel", lo slogan che ha  accompagnato  le ceneri di Fidel Castro per tutto il viaggio.

 © Daniele Coppa

 Fotografi e cameramen riprendono una scena lungo il passaggio del corteo funebre di Fidel Castro a Santiago de Cuba, poco prima dell’ingresso al cimitero.  Probabilmente l’ultimo grande evento legato al secolo scorso, il funerale è stato documentato da giornalisti di tutto il mondo.

 © Daniele Coppa

 Dopo quasi 900km e 4 giorni di viaggio, il convoglio funebre transita nell’ultima via prima di arrivare all’ingresso del cimitero di Santa Ifigenia a Santiago de  Cuba dove solamente la TV di stato e un numero ristretto di funzionari, oltre alla famiglia Castro, hanno potuto assistere alla sepoltura delle ceneri nella  semplice tomba, accanto al mausoleo di Jose Marti.

 © Daniele Coppa

 Un’area coperta dal servizio wi-fi qualche giorno dopo la ne del periodo di lutto nazionale. La nazione ha ripreso la normale vita con musica e vendita di  alcolici,  proibiti durante i 9 giorni di lutto proclamati. 

 © Daniele Coppa

 Durante la rassegna del trentottesimo Festival Internazionale del Nuovo Cinema Latinoamericano nella capitale, è stato proiettato il film diretto da Paul  Dugdale sul primo grande concerto rock, interamente gratuito, realizzato sull’isola e suonato dai Rolling Stones il 25 marzo 2016. Il film è stato pubblicato l’11  novembre scorso, pochi giorni prima della scomparsa di Fidel Castro.

 © Daniele Coppa

 Una Poliziotta effettua il saluto militare davanti la tomba di Fidel Castro, presso il cimitero di Santa Ifigenia a Santiago de Cuba. Il presidente e fratello minore  Raul, ha comunicato che nessuna opera pubblica o strada verrà intitolata a suo nome e non verranno eretti monumenti rappresentanti la sua figura, in accordo  con il  volere del Lider Maximo.

 © Daniele Coppa

 

Per i nove giorni di lutto nei quali la vendita di alcool, la musica ad alto volume e le feste sono state vietate, i programmi televisivi hanno sostituito il chiassoso rumore caraibico che mi aspettavo di trovare con immagini, lunghe interviste e filmati di repertorio trasmesse massicciamente per omaggiare il Lider Maximo e la Rivoluzione cubana.
Il paese che si è presentato davanti ai miei occhi era un paese con le vetrine dei negozi mezze spoglie e le immagini propagandistiche affisse sui muri o sventolate con orgoglio dalla gente, ma anche con i turisti su lucidissime auto degli anni ’50 e le perfette case coloniali di Trinidad, patrimonio dell’Unesco. Ma ancora, il segno più evidente del cambiamento: gli “internet point” a cielo aperto che oramai riuniscono cubani di ogni età desiderosi di comunicare con il mondo..

La distanza tra cubani e me, straniero con macchina fotografica al collo, si riduceva istantaneamente quando scoprivano che il motivo del mio viaggio era proprio assistere e documentare il funerale del Lider Maximo, raccontandomi aneddoti o mostrando foto e cimeli della rivoluzione.

Ho così ascoltato il racconto di chi ha partecipato come insegnante alla campagna per la scolarizzazione lanciata da Fidel nel 1960 e che ha portato nel giro di un anno a diminuire drasticamente la percentuale di analfabeti sull’isola e i ricordi di chi non è riuscito ad entrare al concerto dei Rolling Stones, tenutosi a marzo di quest’anno, ma ha sentito una “musica fortissima, come mai aveva sentito prima”. Molte sono state le domande che mi sono posto in questo viaggio in una Cuba trascinata nella storia dal carisma di un giovane avvocato con la barba, ma una sola mi chiedo spesso alla fine dei racconti delle mie impressioni: quanto durerà l’eco dello slogan “Yo Soy Fidel” che riecheggiava in ogni via dell’isola durante i giorni di lutto?

 

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