La settimana, in musica

Musica della settimana dal 26 Novembre all’1 Dicembre

A cura di Gabriella Ballarini

La frontiera di Christian Elia

Dopo la morte di Alessandro Leogrande mi ha fatta riflettere, sul tempo, sull’immediatezza dell’assenza, sul vuoto e, ancora una volta, sulla frontiera. Ho parlato di lui agli studenti che ho incontrato questa settimana e ancora racconterò, perché le voci come la sua, non devono morire mai.
Hoy vuelvo a la frontera
Otra vez he de atravesar
Es el viento que me manda
Que me empuja a la frontera 
Y que borra el camino
Que detras desaparece

Corpi stranieri di Alessia Carnevale

Con molto interesse ho letto il racconto di Alessia Carnevale, mi ha aperto un mondo e mi sono messa a cercare canzoni sconosciute per trovare un raccordo e sono incappata in Chantal Archambault con la canzone Corps étrangers. Da ascoltare godendo di tutta la sua dolcezza.
Je te vois découper la beauté du corps
Tu flanches au risque de ta propre petite mort
Tu jouis en silence et t’envoles sans effort
Je te vois

E’ la fine dello stato islamico? di Michele Savioli

Leggendo questa prima puntata del racconto di Savioli la parola “nemico” ha attirato la mia attenzione e mi ha portata da Daniele Silvestri, una canzone del 2002.
Il mio nemico non ha nome.
E quando uccide non chiede scusa.

#TFF35 di Alessandro Rocca

Puntuali ci giungono notizie da parte di Alessandro Rocca direttamente dal festival di Torino.
Per narrare i film selezionati si possono scegliere parole o musiche o tutte e due. Io ho scelto la colonna sonora de “La cordillera”. La musica è cupa, tutto sembra piombare in un grande autunno dalle piogge incessanti.

Lo sfruttamento dietro il Made in Europe di Clara Capelli

La fotografia che Clara Capelli ci consegna tra le mani non è confortante.
Il titolo di questa canzone ben si sposa con il Made in Europe: No Clean Clothes.

Amsterdam di Tano Siracusa

Ecco “La giostra” una delle canzoni meno conosciute di Gianmaria Testa.
Le parole di Tano Siracusa mi hanno spinta a pensare che in questa Amsterdam, prima o poi ci si debba andare e soprattutto che bisognerebbe svegliarsi con, nelle vele, un soffio di tempesta, gridando al mondo e il mondo era una giostra. Se mai ritorno, ritorno da te.

La matita di Enrico Natoli

Le mani, le mani.



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