LE MACERIE PRIME DI ZEROCALCARE

Il fumettista di Rebibbia torna con un graphic novel in due parti pubblicato da Bao sulla crescita, il cambiamento, i sacrifici che questi impongono e la battaglia per rimanere noi stessi

di Luca Rasponi

Il mondo cambia. Le persone anche. E spesso i cambiamenti del mondo, o le sue stasi, indirizzano la vita delle persone. Cosa succede quando la vita ci mette alla prova? Quando il nostro modo di essere e di sentire entra in contrasto con la realtà circostante?

Macerie prime, il nuovo graphic novel di Zerocalcare, parla di questo. Di come un gruppo di amici affronta la crescita e il cambiamento nel passaggio tra i trenta e i quarant’anni, con le considerazioni e le scelte che questo porta con sé.

Un tema gettonato di recente, con diversi fumettisti nati negli ’80 che stanno raccontando questa transizione dall’interno. Ma Zerocalcare ha qualcosa di unico: la sua capacità di arrivare dritto al cuore delle questioni, tanto con la comicità quanto con la riflessione.

“Macerie prime è una storia su cosa ci rende umani” scrive l’editore Bao Publishing nella presentazione del volume. “Sulle cose che, per quanto siano messe a dura prova dalla vita, dobbiamo proteggere a ogni costo”.

La quotidianità di un lavoro precario o deprimente, l’impegno di metter su famiglia, le scadenze che si accavallano senza sosta, creano un campo di battaglia dal quale non ci si può sottrarre e che non ammette alcun soccorso ai feriti.

Ecco l’attrito tra noi e il mondo, fino alle scintille. Ma le scelte che facciamo vanno difese, al pari del nostro modo di essere. È in gioco la nostra anima, in definitiva siamo in gioco noi stessi. Se ci lasciamo schiacciare dalla macchina non resterà nulla di noi, diventeremo automi.

Perdere noi stessi un pezzo alla volta, è questo il rischio. Zerocalcare lo dice molto chiaramente, dando fattezze demoniache alle preoccupazioni dell’uomo contemporaneo. Alle ansie che ci divorano, collezionate da qualcuno che meticolosamente le accumula nell’ombra.

Ma non siamo solo noi a rischiare di rimanere travolti. Sono anche le relazioni con i nostri amici, i nostri familiari, sfilacciate da una routine quotidiana sfibrante per tutti. E messe a dura prova nei momenti in cui non riusciamo a metterci nei panni dell’altro per capire la sua difficoltà.

Che effetto può avere su tutto questo il passare del tempo? Positivo o negativo? Risolutivo o ininfluente? Da questo punto di vista, con Macerie prime Zerocalcare ha tentato un eseprimento, suddividendo la storia in due parti con un obiettivo ben preciso.

Il volume appena pubblicato, infatti, contiene solo metà di Macerie prime – e fin qui niente di nuovo. Il fatto è che quando uscirà il secondo, a maggio 2018, saranno passati sei mesi non solo nella nostra vita, ma anche in quella dei personaggi.

In sei mesi saremo cambiati noi e saranno cambiati loro: tutto sta nello scoprire come. Perché è proprio questo il punto: capire se siamo in grado di andare avanti senza sacrificare troppo, senza lasciare che il mondo intorno a noi cambi quello che siamo.

“Sono riusciti a cambiarci | Ci son riusciti, lo sai”, canta amaramente Fabrizio De Andrè in Verranno a chiederti del nostro amore.

Qual è dunque il nostro destino? Salvaguardare quanto abbiamo di più caro lottando ferocemente per riuscirci o soccombere nel tentativo?

La risposta arriverà tra sei mesi. O almeno quella di Zerocalcare: per la nostra non ci resta che accettare la sfida della vita. E provare, per dirla con Italo Calvino, a “riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.



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