Morti bianche

Un libro che racconta l’assenza delle condizioni di sicurezza nel mondo del lavoro, che ogni anno si porta via vite umane

tratto da PeaceLink

 

6 maggio 2014 – Un diario dal mondo del lavoro: infortuni mortali o invalidanti e malattie professionali. Un’analisi che va oltre la dinamica degli incidenti, ma si sofferma sul lato umano. Un uomo o una donna che lavorano non sono solo numeri per statistiche, ma sono persone in carne ed ossa con sogni, speranze, affetti. Famiglie coinvolte in drammi, la perdita di una persona cara è incolmabile.

Passano gli anni, ma i ricordi si fermano all’ultimo saluto prima di andare a lavoro e poi la tragica notizia. Oltre al dolore devono aggiungere un aspetto non calcolato: l’ingiustizia. I casi sono due o il processo si conclude con pene irrisorie oppure, cosa ancora più grave, con prescrizione. Insomma, la vita di un lavoratore non vale nulla. Nella prefazione firmata dal comico Beppe Grillo, leggiamo: “Quanto costa mettere in sicurezza un impianto, la formazione per i propri dipendenti, le attrezzature per la loro incolumità? Molto di più, dell’eventuale risarcimento per la morte di una persona. Le aziende lo sanno, lo mettono in conto.

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Può succedere. In quel caso, sfortunato, si paga il minimo necessario. Gli studi legali della società contro l’avvocato della vedova o della madre.” Mentre dall’altra parte le famiglie fanno tanti sacrifici per potersi permettere un avvocato. Notizia di questi giorni, Trenitalia di fronte alla denuncia per anomalia degli Eurostar da parte di Dante De Angelis, Rls (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) cosa fa? Invece di rispondere con delle spiegazioni, licenzia il macchinista. Il messaggio è molto chiaro, il rompiscatole a casa ed i treni insicuri sulle rotaie. Tutto si ridurrà alla fatalità, ed intanto perdiamo padri, madri, figli, figlie, parenti ed amici.

 

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