Maremma capitale fluttuante europea della Cultura 2019

Fluttuante è la dimensione del passaggio nel paesaggio, la declinazione provvisoria, l’intuizione che si arricchisce di prospettive impreviste, dei cambi di luce e di vento; nel mare dell’incertezza, fluttuante è la ricerca incessante che approda per ripartire

[author] [author_image timthumb=’on’]https://www.qcodemag.it/wp-content/uploads/2013/06/foto-tessera.jpg[/author_image] [author_info]di Alessandro Ingaria. Vivente. Laureato in giurisprudenza, con un passato di consulente gestionale per imprese profit e non, nel 2008 inizia una rivoluzione esistenziale: da cittadino del mondo, lavora in Afghanistan, in Latino America e in Est Europa, sperimentando soluzioni biopolitiche innovative sulla tematica dei diritti umani. Intensa l’attività creativa, da autore di articoli per riviste e periodici online (tra cui Peacereporter) a ideatore di progetti audiovisivi sull’analisi complessa delle comunità umane odierne. E’ uno dei fondatori del movimento Geronimo Carbonò. www.geronimocarbono.org[/author_info] [/author]

“Passione: una parola chiave non solo per la politica, ma anche per la vita.” Con questo incipit, Toni Servillo apre il discorso del protagonista di “Viva la libertà” davanti alla platea del principale partito d’opposizione italiano, da lui risvegliato dal limbo in cui era precipitato.

Il cinema è finzione, distante dalla vita reale e raramente compreso dalla società che rappresenta, spesso con spirito critico. L’arte e la creatività, come il cinema, costituiscono per molti un ornamento, un abbellimento, un vezzo, anziché uno stimolo per migliorare la società. Un’eccezione è costituita dall’assegnazione del titolo di “Capitale Europea della Cultura” da parte delle istituzioni comunitarie.

[sz-youtube url=”http://www.youtube.com/watch?v=69mlzN8X-C4″ /]

Come evidenzia il bando di candidatura, una città non viene investita di tale ruolo unicamente per ciò che  ha fatto, ma soprattutto per il programma di eventi culturali particolari che propone di organizzare. Per questo motivo, la città è invitata a sfruttare le sue particolarità e a dar dimostrazione di una grande creatività che dovrà fornire al programma il carattere di eccezionalità. Il 2019 sarà l’anno dell’Italia e della Bulgaria, e il 20 settembre 2013 sono state presentate le candidature  delle città italiane al ruolo di “Capitale Europea della Cultura 2019”. Il sito web  del bando elenca città candidate quali Amalfi, Aosta, Caserta, L’Aquila, Matera, Siracusa,  Venezia con il Nordest, tra gli altri. Un candidato particolare è invece assente dal sito internet ufficiale ed ignorato dai mezzi di comunicazione: Grosseto e la Maremma.

Il comitato promotore,  che ha costruito la candidatura sul lavoro volontario, si basa su un principio di “passione”. Ottenere la partecipazione massiva della popolazione per la creazione di gruppi di lavoro che producano pensiero ed arte senza limiti di tema: azioni, installazioni, eventi artistici, seminari, catene brulicanti di lavori, opere, fermenti ed opposizioni che gli organizzatori potenzieranno, amplificheranno, connetteranno, creando reti  e sollecitando continuamente la direzione della libertà.

La Cultura quale strumento di liberazione dalla Cultura stessa che ci possiede.  Recita l’art. 6 del codice etico: “Chiunque può partecipare alle azioni della candidatura purché ponga al centro della sua opera, progetto o  collaborazione, l’intenzione di superare e rivoluzionare per primo se stesso…. Partecipare alle azioni della candidatura significa mettere in moto tutta la fantasia di cui si è capaci per realizzare il progetto dei sogni”. Rispetto al profilo istituzionale delle altre città, dove l’ente pubblico dirige le iniziative, in Maremma si intende coinvolgere massivamente cittadini ed associazioni, oltre che aziende ed imprese del territorio; ad oggi oltre 200 soggetti hanno aderito all’iniziativa.

Il progetto ammette poi azioni invisibili, cioè sprovviste di cornici. Il documento di candidatura cita, ad esempio, il caso del grande violinista statunitense che ha realizzato un concerto a Chicago in un auditorium a pagamento facendo il pienone, per poi replicare in incognito il giorno seguente nella metropolitana sottostante, senza che nessuno lo riconoscesse e gli desse un soldo. La presenza di azioni invisibili, definisce il comitato promotore, restituirà a tutti la consapevolezza che bisogna educarsi a saper riconoscere la bellezza, la qualità, il valore anche nelle cose che non sono impacchettate, incorniciate o messe al centro di potenti riflettori. Non secondaria l’intenzione di “costringere” le autorità politiche ed istituzionali ad impegnarsi: gli enti sono ammessi solo clandestinamente, senza possibilità di eventi ufficiali, protocollati e ingessati.

Grosseto e la Maremma candidati per il titolo di Capitale Europea della Cultura 2019. Un segnale di speranza? Un’intelligente provocazione che proponga grande creatività per fornire al programma il carattere di eccezionalità? Il dubbio è lecito. L’unica certezza è che Maurizio Cont e Gianmarco Serra, due tra gli eclettici artisti toscani che hanno lavorato gratuitamente per mesi al fine di concepire e presentare la proposta di candidatura, nell’incontro a Roma di fronte all’ufficio ministeriale a disposizione dei candidati per la prevalutazione delle proposte, sono stati fortemente scoraggiati, seppur in buona fede e con gentilezza, a presentare la proposta con motivazioni quali “è assurda l’assenza delle istituzioni“, “sono tematiche non inerenti”, “è una proposta fuorviante”.

Viva la creatività.

Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?

Qualcosa o tutto? Su chi contiamo ancora?

Siamo dei sopravvissuti, respinti via dalla corrente?

Resteremo indietro, senza comprendere più nessuno e da nessuno compresi?

O contare sulla buona sorte?

Questo tu chiedi. Non aspettarti nessuna risposta

oltre la tua”.

(Bertolt Brecht, “A chi esita”

Traduzione di Franco Fortini)



Lascia un commento