In prima fila tra i dimostranti a Kiev il campione della boxe Vitali Klitschko
di Christian Elia
7 dicembre 2013 – L’ultimo, forse. Sempre difficili queste classifiche, queste sentenze. Solo che con Vitali Klitschko, nel mondo dei pesi massimi, si corre davvero il rischio di guardare l’ultimo grande campione.
Fosse solo perché, per età, essendo nato nel 1971, Vitali ha potuto assaggiare quell che restava dell’età dell’oro della boxe, tra campioni e interesse popolare, che rese per un decennio il pugilato un mondo a parte. Fosse solo perché di avversari all’altezza della sua potenza, della sua freddezza, della sua costanza, non se ne trovano. Già, rischia di essere proprio l’ultimo, grande, peso massimo.
La sua è la ‘categoria’ di peso per eccellenza. Tutte le altre hanno prodotto raffinati combattenti, tattici e tecnici, ma i pesi massimi hanno finite per rappresentare l’essenza stessa della fatica, della resistenza, di quell’unico, tuonante colpo che decide lo scontro tra due titani. E Vitali, di scontri, ne ha vinti oltre 200 da dilettante, 45 (41 per ko) da professionista, perdendo solo due volte.
Nel 1999, battendo il britannico Herbie Hide, diventa campione del mondo. Lo è ancora, con l’unico rammarico di non aver avuto la rivincita da Lennox Lewis, ritiratosi prima. Un fenomeno, insomma, in uno scenario che non brilla però per avversari all’altezza. Anche per questo, quando combatte, Vitali sembra sempre assente, lontano. Picchia, duro. Molto duro. Ma come se timbrasse un cartellino in fabbrica.
Per vedere Vitali focoso è la strada della politica che bisogna battere. Prima candidato sindaco di Kiev, nel 2006, perde. Diventa uno dei simboli dell’anima ‘europeista’ dell’Ucraina, contrapposta a quella ‘filo-russa’. Le due anime che oggi si affrontano in piazza. E Vitali è là, da deputato e leader del partito UDAR (Alleanza Democratica Ucraina per la Riforma). Candidato alla presidenza per il 2015.
Viktor Yanukovich, attuale presidente, filo-russo, lo teme tanto da far varare una legge ad hoc che impedirebbe di correre per la presidenza dell0Ucraina chi paga le tasse all’estero, come Vitali, appunto, che ha la residenza fiscale in Germania. Di sicuro, Vitali non è uno che si tira indietro.
