Regia di Jean Marc Vallee
Con Matthew Mc Conaughey, Jared Leto, Jennifer Garner
In uscita 30 gennaio
di Irene Merli
Una sceneggiatura rifiutata 137 volte. Venti anni per riuscire a girare il film. Solo 25 giorni di riprese. E l’attore protagonista che ha perso 23 chili in 4 mesi. A volte le cifre contano. E spiegano. Dallas Buyers Club, nei cinema da stasera, è la storia vera di un texano che definire omofobo è poco, un elettricista rozzo, macho e alcolizzato, un cowboy da rodeo che nel 1985 scopre per caso di avere l’Aids.
Ovvio che gli studios non volessero produrla. Ma il film ha avuto 6 nominations agli Oscar e ha già conquistato 2 Golden Globe: scommessa vinta.
Ron Woodroof, interpretato da un’irriconoscibile Matthew McConaughey, ha 35 anni quando, dopo un incidente di lavoro, si ritrova in un letto d’ospedale con due medici che gli comunicano che ha circa 30 giorni di vita, ben protetti da una mascherina sul viso. Fino a quel momento, Ron era uno dei milioni di persone che, a metà degli anni Ottanta, pensavano che l’Aids fosse una malattia dei gay e dei tossici.
Ma dopo un primo momento di incredulità, l’incolto texano rifiuta la sua sentenza di morte, esce dall’ospedale e reagisce con una tenacia che lo porterà a sfidare Fda, Fbi, Irs, Dea, polizia, potentissime case farmaceutiche e la stramaggioranza dei medici, compresi i suoi.
Woodroof inizia documentandosi sulla sua malattia, in un’epoca in un cui Internet non esisteva ancora. Scopre subito sulla sua pelle che i suoi amici hanno persino paura di toccarlo. E scopre anche che l’Azt, l’unica medicina che si stava testando negli ospedali, non era disponibile per tutti né allungava la vita a tutti, data in dosi massicce come si faceva a quei tempi, in primis a lui, che non rientrava nei protocolli di sperimentazione ospedalieri e se l’era procurata illegalmente.
Woodroof decide quindi di passare in Messico, dove grazie a un medico eterodosso radiato in America, comincia a prendere sostanze non ancora approvate nel suo Paese. E visti i risultati, le esporta a Dallas di contrabbando. Ma le richieste aumentano (ai tempi la gente moriva come mosche) e Ron aggira il fatto che non poteva vendere farmaci e prodotti sanitari senza l’autorizzazione governativa fondando un club con tassa d’ingresso: il Dallas Buyers Club. 400 dollari al mese e si aveva diritto al kit delle sostanze alternative all’Azt, enorme business caldeggiato dalla Fda ( oltre 10mila dollari per la cura di un anno, il farmaco più’ costoso mai venduto).
In questa sfida alla Davide e Golia, Woodroof si trova accanto proprio quella comunità omosessuale a cui era estraneo, per esprimersi in termini eleganti. E stringe un sodalizio d’affari con Rayon, un altro malato di Aids, transessuale e tossicodipendente, che aveva conosciuto in ospedale. Rayon, interpretato da uno straordinario e altrettanto irriconoscibile Jared Leto, ha il suo stesso indomabile attaccamento alla vita. imaspettamente, tra loro nasce un’alleanza profonda. Eppure erano un cowboy e una queen: due esseri agli antipodi.
Il collettivo clandestino cresce, crescono clienti e sostenitori e inizia la lotta senza quartiere di Ron contro le istituzioni, per il diritto alla libertà e all’autonomia di cura. Alla fine, questo Cavaliere Solitario, riuscirà a vivere 7 anni e mezzo anziché un mese, e grazie a lui e alle sue battaglie, quando alla fine degli anni Novanta venne stabilito il cocktail di farmaci salvavita, le dosi di Azt erano più basse. Contro ogni previsione, prendendo medicine alternative Woordroof aveva continuato a vivere con i suoi stivali ai piedi, e aveva avuto anche la forza di aiutare e salvare altre vite.
Dallas Buyers Club nasce da una lunga intervista dello sceneggiatore al vero protagonista della storia -20 ore su un registratore vocale Dictaphone- e dai suoi diari. Nel 1992 Craig Borten, lo sceneggiatore testardo, chiese a Ron come si sentiva all’idea che la sua storia sarebbe stata un film un giorno. Ron disse: “Cavolo, sarei davvero contento. Mi piacerebbe che la gente avesse queste informazioni, e mi piacerebbe che le persone possano sapere quello che ho imparato, navigando a vista, sul governo, le case farmaceutiche e l’Aids”.
Per questo il film, a parte le grandi prove di McConaughey e di Leto che già ne giustificano ampiamente la visione, è di profonda attualità. Dopo tanti anni, nell’America di Obama si sta discutendo ancora e proprio adesso di riforma sanitaria pubblica, dei rapporti tra cure ufficiali, alternative, assicurazioni e case farmaceutiche, di terapie alla portata di tutti e non solo di chi può pagarle. il viaggio personale di Ron Woodroof può insegnare parecchio. Anche perché ci sono ancora migliaia di persone negli Usa, e milioni nel mondo non occidentale, che non hanno accesso a informazioni e cure. Se questo vi par giusto..
