Genova, diritto alla casa

La città della Lanterna rischiava di arrivare al milione di abitanti, ai tempi del triangolo industriale.  Oggi sono meno di 600 mila e le case sfitte sarebbero 20 mila. Così, da tempo, un collettivo occupa interi palazzi del centro storico

da Genova, Alessandra Fava

In Francia ci sono 6,6 milioni di case in affitto private e 5,1 milioni nel pubblico (tra Hlm, Sem, collettivi territoriali) di cui 1,2 milioni nell’Ile de France, la regione più abitata che include Parigi.
Secondo Compte du logement 2011, un rapporto ministeriale, nel 2009 sono stati comprati immobili da parte dei locatari per 38,7 miliardi di euro nel privato e 16,8 nel pubblico. Interessante notare che nell’area metropolitana parigina il 38 per cento delle nuove costruzioni in corso, sono di edilizia popolare.
Come stiamo in Italia lo racconta in maniera esplicativa questa cartina
che abbiamo trovato in questo sito

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Mentre in Danimarca ci sono 102 case popolari ogni mille abitanti, in Gran Bretagna 86, in Francia 72, in Italia ce ne sono solo 28 ogni mille abitanti. Infatti in Italia ci sono meno di 1 milione di case popolari e 40 mila costruite da copoperative e destinate ai soci, ma le domande per residenze Erp inevase sono 600 mila e crescono di un terzo ogni tre anni.
Ad esempio a Milano ogni anno ci sono 9 mila nuove domande di case popolari e solo 21.700 richieste sono risultate idonee nell’ultima graduatoria pubblicata dal Comune di Milano e nel 2011 sono stati assegnati solo 1.190 alloggi. Gli sfratti in esecuzione intanto sono oltre 11 mila di cui il 63 per cento per morosità dell’inquilino. Per cui, sempre a Milano, il Sicet denuncia che ci sono 47 mila alloggi nuovi invenduti. Molto resta sfitto, da ristrutturare e mettere in ordine:  Aler Milano su oltre 62mila alloggi ne ha 5.713 sfitti, di cui 3.774 da ristutturare. E il Comune di milano su 28.487 alloggi, ne ha 2 mila vuoti.

Se spulciamo altri dati europei, scopriamo che molti paesi, specie il nostro hanno dismesso molto patrimonio immobiliare pubblico negli ultimi decenni. Così oggi l’Italia è maglia nera con quadro abitativo drammatico: il 7,3 per cento della popolazione è senza casa o vive in condizioni molto molto precarie

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Per di più continuano le svendite delle case popolari, quindi il patrimonio nazionale continua a ridursi anche se comuni ed enti non trovano più compratori come prima. Al momento si stima che in italia ci siano 80 mila alloggi popolari in vendita.

La situazione diventa paradossale se prendiamo in considerazione città dove la tensione abitativa diminuisce invece di crescere, come Genova. Negli anni Settanta col boom economico e il famoso triangolo industriale (Torino-Milano-Genova) la città della Lanterna rischiava di arrivare al milione di abitanti. Oggi sono meno di 600 mila e le case sfitte sarebbero 20 mila.
Così da tempo un collettivo occupa interi palazzi del centro storico. Prima via dei Giustiniani, poi via degli Orti Sauli, oggi via Prè. Non sono le ”solite” occupazioni fatte dai centri sociali per evidenziare una piaga sociale. Man mano si aggiungono intere famiglie sotto sfratto. Seguono sgomberi, denunce e processi. Ma le occupazioni proseguono. E per spiegare le loro ragioni gli occupanti ricorrono anche a un cartone animato:

 

 

Angela (nome di fantasia) guarda dalla finestra: oltre i tetti d’ardesia del palazzo davanti si vedono le gru blu, un pezzo di porto e la lanterna. ”Ti rendi conto si vede la lanterna”, esclama. Si vede la Lanterna in uno degli ultimi piani di via Prè 23, in uno degli appartamenti appena occupati dagli attivisti dello Sportello per il diritto alla casa, una realtà che ingloba vari soggetti politici e non.
In via Prè andranno due famiglie con sfratti esecutivi e un gruppo di studenti lavoratori.



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