Dal mondo dello sport parte una campagna contro l’omofobia
di Christian Elia
3 marzo 2014 – Un laccio arcobaleno, per calciare il pallone e l’omofobia allo stesso tempo. Una bella iniziativa di Paddy Power, agenzia di scommesse sportive, con la Gazzetta dello Sport, nell’ambito delle iniziative che ogni anno accompagnano il ricordo di Candido Cannavò, mitica firma della rosea.
Il volto che si è prestato a questa iniziativa, assieme all’ex cestita Gianmarco Pozzecco, è quello di Davide Moscardelli, attaccante del Bologna, prossimo ai 34 anni e alla fine di una carriera spesa a sgomitare sui campi di provincia prima di arrivare in serie A.
Un mancino puro, che può fare la prima e la seconda punta. Generoso, di quelli che se non si lancia all’inseguimento di un lancio che sembra imprendibile vuol dire proprio che non ne ha più. Perché altrimenti ci prova.
Maccarese, Guidonia, Sambenedettese…periferie del calcio dell’Italia, polvere e fango, i tifosi che ti urlano in faccia separati in alcuni casi da una rete metallica. Tante reti, di testa e di piede, lottando. Anche contro le ironie dei tifosi, per i capelli lunghi, le code di cavallo, il look originale. Che nelle ultime stagioni è diventato ancora più eccentrico: barba lunga, folta, con un baffo curato. Sembra uno dei Mille di Garibaldi, Moscardelli, che anche nel nome e nel modo di giocare ha qualcosa di risorgimentale.
Un laccio arcobaleno da portare in campo, ma anche fuori. Perché per tutta la carriera Moscardelli si è sentito giudicato per il suo look, prima di poter dimostrare quel che sapeva fare sul campo. E’ questo il senso stesso del pregiudizio, della paura dell’altro, del rifiuto del diverso in nome di una malsana idea di normalità.
Bravo Moscardelli, bravo Pozzecco, anche lui eccentrico e originale. Sono le persone migliori, nello sport, per dare una mano contro l’omofobia, in un mondo che dell’omosessualità ha deciso – da sempre – di non parlare. Ma non parlare non basta, non rende meno responsabili rispetto a tutti gli atti violenti per i quali tutti si indignano in Russia, ma voltano la testa dall’altra parte se accadono a Roma o a Milano.
Forse qualcuno si chiederà se Moscardelli e Pozzecco sono omosessuali. Non importa, a ciascuno il suo modo di amare. Quello che conta che a nessuno spetta il dovere di odiare, aggredire, ferire. Un laccio arcobaleno, per dare un calcio all’omofobia.
Lo faranno, tutti assieme, i giocatori del Cagliari. In solidarietà con il loro compagno Daniele Dessena. Insulti, minacce sul web, provocazioni e aggressioni verbali. “Vado avanti, è una campagna giusta”. Brave Dessena, proprio così. Meglio di di un gran goal.
