La vita che dovevo conoscere

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Pubblichiamo una video-intervista a Manlio Massole, ex minatore e poeta a Buggerru, nel bacino carbonifero del Sulcis in Sardegna. Il lavoro, realizzato da Andrea Staiano e Valentina Parasecolo, rientra in un progetto più ampio de Il Bureau dal titolo “Sotto la roccia, sotto la terra – Tra storia, crisi e riconversione, un racconto delle miniere italiane”.

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di Andrea Staiano e Valentina Parasecolo

tratto da Il Bureau

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11 marzo 2014 – A Buggerru Manlio Massole è sceso a lavorare sottoterra per diventare un insegnante migliore.

Il paese, conosciuto alla fine dell’Ottocento come “la petite Paris”, era sorto nel Sulcis come sede sarda della Societé des mines de Malfidano di Parigi.

Manlio, nato in una famiglia benestante, arrivò lì per fare da maestro ai figli dei minatori. Lui, che al posto di casco e piccone usava libri e penne, era considerato dalla comunità come uno diverso, uno che non sapeva cosa significasse lavorare. «Un giorno – racconta – uno dei miei allievi scrisse su un tema la parola “skippy” in riferimento alle attività del padre. Non capivo da dove venisse quella “k”, ma capivo di saper poco di quel mondo. Così decisi di diventare minatore.

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Dio è rosso – una poesia di Manlio Massole

Ho visto

pregare mani spaccate

sulla ruggine dei vagoni;

ho visto

la Costa Smeralda, sfrontata,

bestemmiare nella luce;

ora so

che Dio è rosso.

Come le nostre bandiere

di giustizia.

Come la ventura gloriosa

del sangue sulla croce.

Tu conservami rosso, mio Dio,

perché ho pianto,

perché ha pianto il mio amico,

perché ha pianto la mia gente.



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