Buon compleanno Q Code Mag

Era mezzanotte di una domenica. L’orologio scattava inesorabile sulle 00.01 e Q Code Mag andava on line. Gli ultimi concitati momenti in chat con il condirettore Chicco Elia: l’immagine per facebook dava problemi, le dimensioni si deformavano, poi finalmente il taglio giusto, il tempo di caricare e via

 

Di Angelo Miotto e Christian Elia

 

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10 giugno 2014 – Sono momenti di emozione, quando guardi lontano e non sai cosa aspettarti sulla rotta, quando sai che il ritmo scandito dei post pubblicati non si deve e può più interrompere. È un pensiero, gradevole e spesso faticoso, ma sempre gradevole, che ci accompagna ogni giorno, una base per costruire e immaginare, un trampolino dal quale guardi con paura sotto perché hai deciso di tuffarti, un occhiale che hai sempre desiderato per vedere e far vedere i particolari del mondo.
È quel posto comodo e familiare dove le nostre meningi si spremono e le nostra dita danzano agili sulla tastiera: escono parole che infilano concetti, che costruiscono architetture che restano o si perdono; ogni pezzo con le sue caratteristiche, una vestizione alla ricerca di senso e gradevolezza, una comunicazione sobria, di taglio, curiosa e militante, nel senso migliore delle vecchie parole che oggi ritrovano un senso nuovo nelle loro antiche radici.

Quasi 1500 articoli, oltre 40 persone coinvolte a diverse latitudini, riunioni fiume domenicali e una redazione in cloud, con tutti i guai che lo scambio telematico può riservare, con la voglia di poter scambiare opinioni, risate, litigi e un caffè dentro una stanza comune.

Un anno dopo il giornale che non dovrebbe esserci c’è ancora di più. Con la nuova piattaforma multimediale che ospiterà collane pensate per essere scaricate a pagamento (questo sarà il nostro modello di business) in tre lingue. Con qualche progetto nuovo che inizia ad affacciarsi, alcuni addirittura remunerati, per avere fiducia nelle nostre indubbie capacità. Con un’associazione, un’ottantina di sostenitori che ci hanno permesso biglietti da visita, card promozionali, infrastruttura web per i nuovi prodotti, insomma, che ci permettono di compiere i primi passi senza indugi.

Grazie. Grazie ai lettori e alle lettrici della comunità Q Code, a tutti i nostri compagni di viaggio, a chi ci crede e diffonde.

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foto Leonardo Brogioni

C’è un senso profondo in questa nostra impresa editoriale: crediamo nel tempo da recuperare per leggere e scrivere, crediamo che la fretta contemporanea non sia amica del sapore della vita, così come crediamo che essere sobri, ma determinati, avere una linea chiara, ma essere aperti al dibattito e al confronto sia motivo di ricchezza, nella sua prima accezione per noi: ricchezza interiore. Essere informati significa dare una forma ai propri pensieri, avere la possibilità di crearsi un giudizio da spendere nella propria comunità locale o globale che sia.
Abbiamo posto, in maniera provocatoria, un quesito importante fin da subito: essere informati è un dovere oltre che un diritto. Ma quanto siamo disposti a investire di nostro per essere informati? Non siamo lettori, fruitori passivi, siamo sempre di più una comunità che cerca di mettere un ordine, cerca un codice, nel rumore assordante dell’overdose di informazioni troppo spesso mordi e fuggi.

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Per questo l’impresa è vostra, di chi legge, quanto nostra. Perché sentirsi una comunità e sostenersi a vicenda è la miglior risposta rispetto agli equilibri e disequilibri di potere che modificano e imbruttiscono l’informazione, soprattutto nel nostro Paese.

Buon compleanno Q Code! Cento di questi anni!

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