Charlie Hebdo: nessuno tocchi la libertà di stampa

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Un atto di guerra, pianificato, messo in atto con tecnica militare. La carneficina nella redazione di Charlie Hebdo, mentre scriviamo i morti sono 12 e i feriti gravi 4 con dettagli in continua evoluzione, rappresenta un vero e proprio dramma che colpisce vite umane e libertà di pensiero e di espressione.

La notizia è ancora viva – i due o tre assalitori e assassini sono ancora a Parigi secondo le fonti ufficiali –. Tutti puntano per indizi ed evidenze sulla pista fondamentalista, per un attacco a un giornale satirico che pubblicò negli scorsi anni vignette con Maometto, subendo attentati incendiari. Aspettiamo di conoscere tutti i dettagli, ma diciamo con forza che nessuno, nessuno, può pensare di uccidere la libertà di stampa. A Parigi, come a Il Cairo, o in Russia. 

L’attacco a Charlie Hebdo merita tutta la nostra condanna: un gesto di follia fascista. La nostra solidarietà a tutta la comunità del giornale e il cordoglio per le vittime.

C’è la furia dell’esemplarietà dentro l’attentato. Dove il fondamentalismo sarà questione anche delle reazioni che comporterà, perché il sangue e la strage non possono che mettere a dura prova – ce lo insegna la Storia – il garantismo. Dobbiamo dirlo anche in queste ore così dolorose, perché è anche questo che chi ha pianificato l’attacco di guerra a Parigi ha voluto scatenare, compiendo l’orribile strage.

Per chi crede nella libertà oggi è un giorno nefasto.

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