Il punto di vista dei rom

Lettera aperta ai media della comunità di cui tutti parlano, senza che nessuno li ascolti

Sentire la loro voce in tv o alla radio è difficile. Vederli ospiti in un talk show è praticamente impossibile. Raramente a rom e sinti viene data possibilità di parola: sentire la loro voce, il loro punto di vista sulle politiche che vengono prese anche nei loro confronti è quasi impossibile.

Eppure di rom nei tg si parla spesso e volentieri: rubano, sono sporchi, rapiscono i bambini, vivono in rulotte in campi pieni di fango. Un racconto a senso unico, senza contraddittorio. Cui un gruppo di giovani rom e sinti ha deciso di contrapporsi. E lo ha fatto con una lettera aperta inviata ai media italiani.

Con alcune richieste precise: “Chiediamo a tutti i professionisti della comunicazione di non essere complici e artefici dell’istigazione all’odio, della paura e della distanza tra la gente. Chiediamo di non essere usati dai vari giornalisti di turno scatenatori di odio per fare audience o vendere qualche copia in più. Chiediamo di discutere con noi i perché di certe realtà e chiediamo di far emergere le fallimentari politiche di ghettizzazione subite da nostro popolo, molte delle quali emerse negli ultimi tempi”.

Sanno che la realtà che vivono i rom e i sinti in Italia è radicalmente diversa da quella dipinta dai media per un semplice motivo: la vivono ogni giorno.
Fiorello Miguel Lebbiati, 32 anni, è uno dei promotori dell’iniziativa. Padre sinto e mamma rom, è nato e vive a Capannori, in provincia di Lucca. “Le mie radici sono profondamente italiane, i miei antenati sono in Italia dal 1600. Mio nonno è uno dei sopravvissuti ai campi di concentramento in Italia”, racconta.

Lavora come operatore sociale in Caritas da tre anni e segue vari progetti di inclusione sociale. Ha vissuto per qualche mese in un campo rom quando era piccolo, ma non è certamente stata una scelta: “Nessun rom è felice di vivere nei campi, sfido chiunque ad essere contento di vivere in una roulotte”, precisa Fiorello.

L’idea della lettera è nata al termine di una serata (l’ennesima) passata a fare zapping da un canale tv all’altro. “Nei tg i rom vengono sistematicamente dipinti come ladri e criminali. Mi sono reso conto che non sarei riuscito a spiegare a mia figlia, che ha solo dieci anni, il perché di tutto questo accanimento”, racconta Fiorello. “E se non riesco io dare una risposta a una bambina, come può farlo una persona che non sa nulla di noi, tranne quello che raccontano i media?”. Da qui l’idea di coinvolgere altri giovani attivisti rom e sinti.

Tra i firmatari della lettera c’è Dobreva Sead, rom di 32 anni, nazionalità serba, operaio in una fabbrica di Rovigo e sindacalista. Non vive più in un campo, oggi paga un mutuo. Ci sono poi tre giovani studentesse: Gladiola Lacatus Lacramioara (romena immigrata in Italia, rom di 21 anni, studia ragioneria), Sabrina Milanovic, rom di 25 anni, di San Nicolo D’Arcidano in provincia di Oristano, che studia per diventare cuoca. E ancora Pamela Salkanovic, rom di 17 anni, nata a Roma ma ancora senza nazionalità italiana, che studia per diventare parrucchiera. E ancora Damiano Cavazza (musicista), Ivanka Nikolic (studentessa), Dolores Barbetta (videomaker).

Hanno un obiettivo ben chiaro in mente: raccontare quella normalità che troppo spesso non fa notizia. Far capire all’Italia che, tra i 200mila rom residenti nel nostro Paese, solo 40mila vivono nei campi. Senza negare le difficoltà e i problemi che pure esistono. “Ci sono persone che vivono di espedienti, ma perché sono obbligate a farlo – spiega Fiorello -. Chi ha la possibilità di scegliere e di costruirsi un’alternativa di certo non vuole stare in un campo”.

Fiorello, Pamela, Ivanka, Dolores e gli altri sono pienamente consapevoli del ruolo dei media, cui chiedono di essere “portatori di giustizia sociale”. E sono pronti a mettersi in gioco, a raccontarsi: “Con questa lettera chiediamo ufficialmente il vostro impegno per fare luce e dare voce al nostro popolo, noi vi offriamo il nostro. Insieme possiamo e dobbiamo scrivere una nuova pagina. Da oggi è ufficiale, potete contattarci quando volete”.

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