Around / Bologna

Around nasce dall’incontro di due grandi passioni: la fotografia e il viaggio.
Ad arricchire i nostri itinerari, alcuni scatti selezionati dal profilo Instagram dell’intervistato.
Good trip!

A Bologna con Michele Lapini
Michele Lapini, classe ‘83, dal Valdarno si trasferisce per seguire l’università prima a Firenze e poi a Bologna. Laureato in Cooperazione, Sviluppo e Diritti Umani, affianca i suoi studi ed interessi alla fotografia, considerandola uno strumento efficace per informare e creare coscienza.
Vive e lavora a Bologna.

 

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Descrivici Bologna.
A Bologna coesistono due paesoni, due vite parallele. Quella dei fuorisede che studiano o lavorano in città e quella degli indigeni. Ognuna con i suoi tempi, i suoi spazi e la sua routine. Queste vite si incontrano sotto i portici che rubano il cielo e ti proteggono dalla pioggia. Il clima è pessimo per la maggior parte dell’anno, con la pioggia nebulizzata e quel “cielo così bianco” come diceva Andrea Pazienza. Tutti ne parlano male ma dopo averci vissuto, risulta doloroso lasciarla. È come l’ex che ti ha fatto stare male, sai che in ogni caso la rimpiangerai. Bologna è bella, umana e accogliente. Anche d’inverno.

Tre monumenti da visitare.
Per iniziare suggerisco una passeggiata a San Luca, per vedere la città dall’alto e sfidare la propria forma fisica.
Poi Piazza Maggiore e Piazza Santo Stefano, scontate ma doverose.
E infine uno sguardo ai muri con centinaia di disegni, scritte e tazebao. Rappresentano un monumento all’aperto controverso e dibattuto in città, tra chi “sui muri ci scrive e chi ci specula”, come recita una scritta in via Belle Arti.

Dove andare a fare una buona colazione?
All’Opera Cafè in via Alessandrini dove si può bere il caffè nella terrazza che si affaccia sul canale.

Dove andare ad ascoltare della buona musica?
Per gli amanti del reggae e dintorni, come me, consiglio Sottotetto, Vecchio Son ed i centri sociali.

Dove mangiare un buon piatto di tortellini?
Consiglio il Mulino Bruciato, l’Osteria da Vito nel quartiere Cirenaica e l’Osteria dell’Orsa in centro.

Il nome di una galleria, di un cinema e di un’enoteca.
Al Mast, da Paoletti e a Palazzo Re Enzo, spesso si trovano bei lavori.
Nosadella, un cinema con una programmazione sempre molto accurata.
L’Osteria del Sole, accanto Piazza Maggiore, dove puoi anche portare il cibo da casa.

Che tipo di storie ti piace documentare?
A mio avviso la fotografia ha la grande possibilità di documentare con un buon grado di oggettività, gli avvenimenti e le storie. Sicuramente il fotografo sceglie inquadratura e soggetti ma la foto comunque offre uno spaccato di realtà, mostrandolo direttamente. Il mio lavoro tratta principalmente questioni politiche e sociali, dalla lotta per la casa alle mobilitazioni in Italia. Cerco di raccontare ciò che spesso non trova spazio nel flusso d’informazioni che ci attraversa ogni giorno.

Parlaci del tuo ultimo lavoro.
Essendo freelance i lavori in contemporanea sono vari, così come i progetti. Ultimamente il tema della lotta per la casa, dai picchetti antisfratto alle occupazioni abitative, è quello su cui sto concentrando i maggiori sforzi. Invece l’ultimo progetto realizzato all’estero è sui “non-cittadini” in Lettonia, un argomento che purtroppo non riesce a trovare abbastanza spazio nel panorama dei media nazionali e internazionali.

www.michelelapini.net
instagram.com/michele.lapini/
 

 

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