Lettere da uno sconosciuto

di Zhang Yimou. Con Gong Li e Chen Daomin

Di Irene Merli

Al suo ventesimo film il più grande regista cinese abbandona le grandi saghe pirotecniche e torna a soffermarsi sulla storia più recente e drammatica del suo Paese, gli anni della Rivoluzione Culturale. E sceglie una prospettiva molto personale, intima: il racconto delle vicende di un famiglia per riflettere sulla società cinese di quel periodo, travolta da un’oppressione pervasiva che non prevedeva contraddittorio né libertà d’espressione.

Lettere da uno sconosciuto è infatti una straziante storia d’amore che ha il suo inizio nelle ultime fasi della Rivoluzione culturale.

L’insegnante Feng vive sola con la figlia adolescente. L’adorato marito Lu, anche lui insegnante, da quasi dieci anni è stato arrestato come intellettuale dissidente e incarcerato chissà dove.

Feng sa di non poter avere nessun contatto con lui: sarebbe un grave reato contro il Partito. Sua figlia invece non lo ricorda nemmeno, danza all’Opera di Stato e considera il padre un criminale che può compromettere le sue ambizioni artistiche. Così quando Lu riesce a scappare dalla detenzione e si mette in contatto con la famiglia, la ragazzina non esita a denunciarlo alla polizia che lo cattura alla stazione e lo rispedisce al campo di “rieducazione”.

Passano gli anni, Mao muore e Lu può tornare a casa: è stato riabilitato. Solo che la moglie non lo riconosce più. Dal momento del suo arresto in stazione ha subito un’amnesia selettiva. Con il sole e con la pioggia, una volta al mese Feng va alla stazione ad aspettare il marito che ama ancora profondamente.

Ma non capisce che ce l’ha già accanto. E per quanto lui faccia per farle tornare barlumi di memoria, attimi di gioia vissuti condivisi, piccole e grandi esperienze vissute insieme, non ci sarà’ modo di risvegliare il passato nella sua mente. Lu resterà al fianco di Feng, non la lascerà mai sola ma senza tornare a poter esserne il marito.

L’amnesia della protagonista sembra un po’ quella della Cina. Anche se la storia viene dimenticata, il trauma resta. “La Rivoluzione culturale e’ ancora un tema sensibile, nel mio Paese – ha dichiarato Zhang Yimou – e io sono cresciuto nello stesso periodo dei protagonisti. Quindi nel film ci sono eventi, momenti e sentimenti che ho vissuto”.

Lettere da uno sconosciuto è un film di grande maestria, che faticheremo a dimenticare. ma deve moltissimo anche alla recitazione intensa, mai banale dei due attori principali. Gong Li, musa di Zhang Yimou per 8 film, si è preparata incontrando donne che hanno vissuto l’esperienza di Feng per oltre due mesi. E sia lei che Chen Daomin esprimono sofferenza, fragilità, amarezza senza alcuna sbavatura, per dolente sottrazione. Accompagnati dal pianoforte di Lang Lang, che sottolinea mirabilmente il dolore di questa piccola famiglia calpestata dalla Storia.

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