A cura di Gabriella Ballarini e Juri Bomparola
2016.08 #cliQtakeover di @marianneboutrit di Leonardo Brogioni
Un meraviglioso sottofondo per godere della profonda poesia delle foto di Marianne Boutrit.
Il dettaglio e la scoperta, la musica sale, rimbalza scende, come fossimo tutti una foglia, un riflesso, un muro, una linea sul pavimento.
Discriminate perché donne. E musulmane di Giulia Dessì
Le donne. Sono così. Dolcemente complicate. Cristiane o musulmane sono donne.
Sarebbero donne splendide anche se atee o agnostiche.
Dolcemente complicate.
Donne. Meravigliose.
La visita, l’anamnesi, la storia di Ilaria Navarra
Dal confine fatto di scogli e giardinetti, al centro di accoglienza, al ponte.
Sotto un ponte si immaginano speranze.
Magari non si trovano, ma tra illusioni e lividi si cercano.
Take me to the place I love…
It’s hard to believe
That there’s nobody out there
That I’m all alone
Sanzioni o castighi? di Marcello Sacco
Una canzone che mette in dubbio la verità televisiva e informativa.
Un brano del 2007 appartenente al gruppo portoghese Terrakota che abbraccia sonorità di tutto il mondo. Questo mix mi ha riportato immediatamente alle parole di Marcello Sacco, che nel suo articolo intreccia l’Europa e l’Africa e l’America Latina.
Não é paranoia, é a logica do capital
Não conheces a historia, não surpreende, é normal.
Nenhuma empresa confessa o seu registo criminal
(E esta empresa é que nos fez a actualidade mundial)
Brasile: troppa fretta, troppi sospetti per il nuovo corso Temer di Giuseppe Bizzarri
Il Brasile come una rosa di primavera…
È primavera, una rosa tu sei.
Rosa da vestire
Rosa da spogliare
Rosa da impazzire
Rosa da imprigionare
Rosa da fuggire
Rosa da capire
Rosa da perdonare
Rosa da ritrovare…
fatherland – warê bav û kalan di Linda Dorigo
Quando ci sembra che non ci sia via d’uscita,
Nowhere to run and nowhere to hide
Quando rimbalziamo tra le terre come chi non ha diritto a mettersi in viaggio.
Arrivano gli aquiloni, cambia la musica.
“Le corde del piccolo liuto vibrano nell’aria e a noi sembra di planare sopra il Kurdistan come aquiloni.”
La matita di Enrico Natoli
Non c’è tempo
Non c’è tempo
Non c’è fine
Non vi è addio
Svanisci
Insieme alla notte