The Wait

Dentro le vite dei richiedenti asilo in Germania

Un progetto di Lakshmi Sarah, Fan Fei and Melissa Bosworth, testo tradotto da thewaitgermany.com

Alla fine dell’agosto 2015, 71 migranti sono stati trovati morti nel retro di un camion in Austria.

L’immagine del corpo esanime di Aylan Kurdi, di soli 3 anni, rinvenuto sulle coste della Turchia appena una settimana più tardi divenne un simbolo per la crisi dei rifugiati.

La Germania ha aperto le sue frontiere ai rifugiati provenienti da tutto il mondo, e specialmente a quelli in fuga dalla Siria. “Il diritto fondamentale di asilo per i perseguitati politici non conosce limite superiore; questo vale anche per quei rifugiati che vengono da noi dall’inferno della guerra civile”, ha dichiarato nel Settembre 2015, la Cancelliera Angela Merkel.

Da allora, la narrazione in gran parte dei media mainstream degli Stati Uniti ha fatto eco alle parole della Merkel con numeri schiaccianti: “La Germania spenderà 6,6 miliardi di dollari per 800.000 rifugiati e migranti“;”La Germania sta prendendo più rifugiati nel 2015 rispetto a quanti ne abbiano presi gli Stati Uniti negli ultimi 10 anni“; “Lo stanziamento della Germania per i rifugiati sale a 22 miliardi di dollari“. L’attuale problema umanitario è stato presentato come una delle peggiori crisi di rifugiati dai tempi della Seconda Guerra mondiale.

Questo progetto mira a fornire quelle prospettive che sono ancora assenti nella maggior parte delle notizie di attualità sui rifugiati in tutto il mondo – uno sguardo sulle vite di coloro che sono arrivati in Europa in cerca di sicurezza, di libertà, di una vita migliore.

Nel gennaio del 2016 abbiamo intervistato richiedenti asilo in cinque differenti città tedesche. Questo progetto racconta le loro storie in testo, animazione, interviste e video a 360 gradi.