Scorta mediatica per Giulio Regeni

Q Code Magazine aderisce all’appello

appello tratto da Amnesty International

La redazione di Q Code Magazine aderisce

La Federazione nazionale della stampa italiana ha presentato, venerdì 13 ottobre alle 17.30 nella sua sede ufficiale di corso Vittorio Emanuele II a Roma, l’iniziativa della costituzione di una “scorta mediatica” per Giulio Regeni.

Oltre a rappresentanti di Amnesty International Italia, Fnsi e Articolo 21, presente l’avvocata Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni. Nell’occasione sono stati resi noti i nomi dei primi firmatari dell’appello.

PERCHÉ UNA SCORTA MEDIATICA?

L’iniziativa, proposta da Amnesty International Italia e fatta immediatamente propria dalla Federazione nazionale della stampa italiana e dal portale Articolo 21, intende chiamare a raccolta gli operatori dell’informazione affinché continuino a seguire le iniziative finalizzate a ottenere la verità sul sequestro, sulla tortura e sull’uccisione di Giulio Regeni, e a dare costanti notizie sulle violazioni dei diritti umani in Egitto.

La “scorta mediatica” avrà anche il compito di proteggere Giulio Regeni da attacchi e offese alla sua storia, alla sua dignità, alla sua limpidezza di comportamento e d’intenti e di tutelare i suoi difensori da attacchi alla loro sicurezza e incolumità.

COME ADERIRE ALLA SCORTA MEDIATICA

Per aderire si prega d’inviare una mail a scortamediatica@articolo21.info indicando nome e cognome ed eventuale testata.

RELAZIONI ITALIA-EGITTO: IL PRESIDENTE ANTONIO MARCHESI SCRIVE AL GOVERNO
L’iniziativa della creazione di una “scorta mediatica” è una delle risposte al rientro, avvenuto lo scorso 14 settembre, dell’ambasciatore italiano al Cairo, in un contesto di “normalizzazione” dei rapporti tra il nostro paese e l’Egitto.

Il presidente di Amnesty International Italia Antonio Marchesi, a un mese dal rientro del rappresentante italiano in Egitto, ha scritto al presidente del Consiglio Gentiloni e al ministro degli Esteri Alfano per chiedere quali passi avanti siano stati fatti riguardo alla collaborazione con le autorità egiziane nelle indagini sul sequestro, sulla tortura e sull’uccisione di Giulio Regeni.

Marchesi ha ricordato che per motivare la decisione presa dal governo il 14 agosto di far tornare l’ambasciatore italiano al Cairo, poi effettivamente insediatosi 30 giorni dopo, si era fatto riferimento a “passi avanti” che la normale ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia ed Egitto avrebbe favorito.

“Ogni 14 del mese chiederemo a governo di far sapere quali ‘passi avanti’ quella decisione avrà favorito” aveva promesso Marchesi a settembre. Le richieste a Gentiloni e ad Alfano confermano il questo impegno.