Bosnia – Erzegovina al voto

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7 ottobre 2018

Si tengono oggi le elezioni più complicate del dopoguerra nella ex repubblica della Jugoslavia

Quattro presidenti, due vicepresidenti, cinque assemblee parlamentari e dieci cantonali. Gli elettori della Bosnia-Erzegovina chiamati alle urne oggi, domenica 7 ottobre, sono appena 3 milioni 275mila, ma a causa del complesso sistema elettorale dovranno eleggere il Parlamento nazionale, la presidenza tripartita, i Parlamenti delle due entità – quella serba della Repubblica Srpska e la Federazione di Bosnia-Erzegovina a maggioranza dei bosgnacchi (musulmani di Bosnia) e croati.

Sono gli equilibri nati dagli Accordi di Dayton, che nel 1995 posero fine alle violenze e ai combattimenti della guerra scatenatasi dopo il collasso della ex-Jugoslavia.

Ma il quadro è molto complesso, con le correnti nazionaliste sempre più divise e allo stesso tempo unite nel rilanciare piani di spartizione del paese.

I temi della campagna elettorale, invece di affrontare la situazione economica, si sono ancora concentrati su temi identitari (o presunti tali) e sul tema di rifugiati, che respinti dalla chiusura delle frontiere Ue si sono fermati nel Paese.