Le città che resistono, ritorno della politica

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4 Gennaio 2019

Tra chi specula e chi si ribella è tempo di tornare alla politica dei territori

No. Semplicemente no, non si applica, viene sospeso. L’hanno chiamata la ribellione, la rivolta dei sindaci, ma a sentire le parole di Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, i sindaci si assumono le proprie responsabilità per quelle norme di loro competenza che vanno a interferire con i diritti umani.

Orlando, diciamolo apertamente, è avvocato, è stato docente di diritto pubblico regionale a Palermo e ha completato la sua formazione in Germania e in Inghilterra. Perché per far politica non basta essere popolo, ci vuole anche una formazione, e non certo quella di fenomeni da tastiera social.

I comuni che si stanno opponendo si stanno moltiplicando, perché a livello territoriale chi deve amministrare una città sa perfettamente cosa significhi dover gestire una emergenza – questa volta sarebbe proprio tale – di persone che vengono sbattute fuori da centri che detestiamo, ma che hanno un tetto, letti, coperte e cibo, per essere abbandonati a se stessi e andare a costruire la retorica per il prossimo voto europeo targato Lega.

In mare, intanto, si consuma il solito gioco disumano e anche qui la lettera del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, marca finalmente un punto interessante di azione: veniamo a prendervi noi se non vi fanno sbarcare, siamo pronti.

Una mini, mini, Dunkirk, dove gli ostaggi sono non su una spiaggia, ma in mezzo al mare. Vedremo cosa accadrà, ma non possiamo più restare indifferenti di fronte alla violazione di qualsiasi principio di ragionevolezza e umanità.

Prima si mettono al sicuro le persone e gli equipaggi che li hanno soccorsi, poi si parla di politica. Perché è oltraggioso chiamare politica il tenere in alto mare esseri umani che han bisogno di cure mediche e sostegno.

Qualsiasi cosa viene dopo di questo, qualsiasi cosa venga prima di questo è speculazione sordida, non è politica.

Di certo ci sono due cose che appaiono limpide in questi giorni disumani. La prima è che proprio dai comuni può partire il ritorno della politica. Perché la dimensione dei comuni è l’unica che può permetterci di tornare ad agire a livello territoriale.

E mai come adesso, la macchina del fango contro Mimmo Lucano (contro il quale alla fine non c’è nulla di rilevante a livello di affari personali)  e contro le ong svelano il loro reale obiettivo. Ed è bello che proprio dai sindaci e dalle ong parta una riscossa civile.

Ci sono i convinti, i puri, quelli che lo fanno per interessi politici, quelli che lo faranno per evitare di dover gestire situazioni spiacevoli. Ma il dato sensibile è che a livello territoriale si prende posizione contro una linea dettata dal ministero degli Interni che non doveva nemmeno essere permessa dai garanti della nostra Costituzione, quando lo stesso Colle – condivisibile per il discorso di fine anno – ha apposto la firma a una legge che uccide l’umanità.

La seconda cosa sempre più evidente è il nulla che abita le stanze del potere al Viminale, fra spremute, polpette e nutelle, divise indossate come fossero costumi di una commedia grottesca che finirà in tragedia.

Il discorso d’odio mascherato dagli scatti social sorridenti è ripugnante, il gioco elettorale è svelato e i richiami ai sondaggi che premierebbero una politica razzista sono da prendere con le pinze, soprattutto dopo una finanziaria che lascia sicuramente insoddisfatti molti imprenditori al Nord.

La confusione e l’impreparazione dei dilettanti sta per farci pagare un conto salato: sui diritti è intollerabile, per le nostre tasche l’unica soddisfazione forse sarà nel vedere una ribellione al pifferaio magico, con patimenti per tutti, tranne i soliti noti.

Prima di arrivare lì c’è bisogno di reagire. E il segnale dei Comuni può essere una leva che va assecondata e sostenuta con forza. Anche e soprattutto da coloro che hanno la responsabilità di informare, con correttezza e puntualità, perché per troppo tempo si è diventati megafoni della campagna elettorale permanente sulla pelle di tutti quanti i cittadini: quelli in mezzo al mare e quelli al sicuro a casa.