Guatemala, braccio di ferro nella lotta alla corruzione tra Onu e governo

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27 settembre 2018

Il presidente Morales contro la Corte Costituzionale e il Palazzo di Vetro, che non accettano la rimozione del rappresentante Onu anti-corruzione nel paese

Dopo un anno dalla dichiarazione di “persona non grata” nei confronti di Ivan Velasquez, Commissario della Commissione delle Nazioni Unite contro l’Impunità e la Corruzione in Gutamala (CICIG), lo scorso 31 agosto il presidente della Repubblica, Jimmy Morales, ha ribadito – circondato dai suoi ministri di fiducia e da un folto gruppo di militari – di non voler rinnovare il mandato della CICIG, che già da tempo sta investigando contro lo stesso Morales per finanziamento elettorale illegale.
Inoltre a Velasquez, partito per gli Stati Uniti solo qualche giorno più tardi, é stato impedito di tornare nel paese centroamericano. Ormai da settimane c’é un continuo rimpallo di responsabilità fra la Corte Costituzionale che avrebbe annullato tale decisione del governo, e lo stesso governo che non si arrende nella battaglia contro la rimozione di Velasquez.
Il 25 settembre, nel suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Morales ha ribadito di volere un cambio al vertice della CICIG, decisione che però spetta solo al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che in varie occasioni ha ribadito il suo sostegno a Iván Velasquez. 
Nel frattempo nel paese del triangolo nord centroamericano si sono avute numerose manifestazioni per ribadire che la CICIG e Iván Velasquez sono stati, e continuano ad essere, fondamentali nella imprescindibile lotta contro la corruzione e l’impunità.
A livello internazionale inoltre, Iván Velasquez e Thelma Aldana (ex Fiscal General del Pubblico Ministero) hanno ricevuto questa settimana il premio “Right Livelihood award“, cosí detto Nobel Alternativo, per il lavoro particolarmente innovativo nella lotta contro la corruzione e per ricreare la fiducia nelle istituzioni