Disabili in tenda

“Siamo soddisfatti, è stato un incontro costruttivo, abbiamo raggiunto accordi importanti”: è pronto a smobilitare, il Comitato 16 novembre, dopo la prima e per ora unica notte di presidio sotto il ministero dell’Economia e delle Finanze.

di Max Cignarelli

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Il presidio, l’ennesimo in cui si chiedeva un impegno concreto del governo in sostegno della domiciliarità delle persone con gravi disabilità, ha portato i suoi frutti, come riferisce Mariangela Lamanna, che poco fa è uscita dal lungo incontro con i sottosegretari Baretta (Economia), Fadda (Salute) e Guerra (Welfare). “Gli impegni principali che il governo si assume sono – spiega Lamanna – l’aumento imprecisato del Fondo per la non autosufficienza, l’accelerazione della distribuzione di questo, il coinvolgimento dell’Inps per la il riconoscimento dell’invalidità al 100% per le patologie conclamate irreversibili. E’ stato poi fissato al 5 novembre un incontro con comuni e regioni, mentre ci sarà un’intesa con queste ultime per il riparto del fondo per la non autosufficienza, che già dal 2014 dovrà essere destinato, almeno per il 30%, alla domiciliarità”.

In conclusione: il segreto è sempre incazzarsi.

Perché la domanda che viene pensando a una notte in tenda per disabili anche gravi è:

ma che paese è quello che mette in condizioni disabili gravi e gente trasportata in  barella di passare una notte in tenda? Ma che razza di classe politica abbiamo e abbiamo avuto dato che stiamo parlando di cattive politiche passate e presenti!

Sono osservazioni tacciabili di facile retorica e qualunquismo, ma pensare a dei disabili in tenda fa davvero effetto.

Tra le persone arrivate in piazza, molte erano in sedia a rotelle, altre in barella, trasportate in ambulanza, accompagnati da assistenti o familiari.



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