La musica della settimana – 9

[note color=”000000″]

Nell’enorme flusso di informazioni che ci investono ogni giorno, le parole sono importanti, e le notizie pure.
Per fare ordine in questo magma continuo, ogni settimana Q Code Mag selezionerà sette storie per fare un po’ di ordine, per riassumere i momenti che meritano più di altri. Per fare il punto.
E visto che la musica è il veicolo migliore, ognuna di queste sarà accompagnata da una canzone che la rappresenta, che ne descrive l’essenza.
Per fare ordine, per essere ricordata. Per mettere un punto e andare a capo.[/note]
[author] [author_image timthumb=’on’]https://www.qcodemag.it/wp-content/uploads/2013/12/IMG_1659.jpeg[/author_image] [author_info]a cura di Alessandro Tibaldeschi. Ultra trentenne pentito, giornalista musicale, speaker radiofonico in pensione, dopo una carriera iniziata a diciassette anni e finita per sopraggiunta paternità. Padre di una bellissima bambina e compagno innamorato. Amante del gelato e della birra artigianale, tifoso della Pro Vercelli, si sveglia ogni mattina con qualche canzone strampalata nelle orecchie. Non canta sotto la doccia, ma non si tira indietro su quelle di Peppa Pig e dello Zecchino d’Oro per dovere familiare. QCode gli ha dato l’arduo compito di commentare in musica le notizie della settimana. Riusciranno i nostri eroi?[/author_info] [/author]
.
.
dall’8 al 14 marzo 2014
.
.
Loredana Bertè – Dedicato
.

Ho sempre visto la Bertè come una donna atipica. Ossia com’è per davvero. Una donna tosta, nel canto come nella vita sfortunata e fiera.
Potevamo andare sul banale, su Non sono una signora, ma ho preferito questa per dare un bello schiaffo a tutti quelli che pensano che con un mazzetto di mimosa si risolvano le cose.
.
Marilisa Malizia, Non è tempo di mimose

.

..

.

Santana – Soul Sacrifice
.

Giusto stamattina stavo praticando uno dei miei sport preferiti, quello di guardare la cartina geografica. Guardarla e basta, zoommando in punti remoti del pianeta per vedere come si chiamano le città, o per capire la loro effettiva collocazione.
E giusto stamattina sono partito dalla Crimea per scendere giù tra le frattaglie dell’ex Unione Sovietica, abitate da tiranni miliardari e sanguinari.
Indovinate dove mi sono fermato? Già, in Turchia, uno dei pochi posti al mondo dove si è un po’ questo e un po’ quello. E ho solo pensato, affascinato: “Mamma mia”.
Naturale, quindi scegliere Santana in una delle sue più belle canzoni. È musica latina, ma anche rock. È psichedelica, ma anche sciamanica.
Per non dire del luogo in cui è stata suonata: Woodstock. Dove tutti sono stati tutto, per qualche giorno.
.
Christian Elia, Polaroid Revolution
.
.
.
.
Modena City Ramblers – La Legge giusta
.

Quando si parla di tortura, non si può non pensare a quello che è successo a Genova nel 2001, e soprattutto a quei poliziotti che se la sono cavata solo perché nel nostro Paese non esiste questo reato.
.
Alessandra Fava – Tortura, una legge sbagliata
.
.
.
.
Perturbazione – Dieci anni dopo
.

Forse è un paragone un po’ blasfemo, ma mi piaceva il nesso con il decennale.
Qualcosa che lega Atocha e questo pezzo, però, c’è: la malinconia che toglie il respiro, quella che ha impedito di elaborare il lutto. L’accorgersi che il tempo è passato e siamo tutti molto diversi, ma forse anche no. E “senza te, sono cascato giù”.
Silenzio.
.
Angelo Miotto – 11-M, dieci anni fa
.
.
.
.
Brian Eno – Ambient 1: Music for airports
.

Straordinario disco, che vi consiglio di ascoltare dalla prima all’ultima nota.
Rivoluzionario sotto ogni aspetto, a partire dall’intento. Quello di riempire di musica e arte quelli che Walter Benjamin chiamava passages, non luoghi.
Se ora un po’ lo sono – dei luoghi, intendo – lo dobbiamo anche a Brian Eno.
.
Cecilia Di Gaddo, Paesaggi Sonori
.
.
.
.
Lucio Battisti – La collina dei ciliegi
.

“E noi, ancora ancor più su. Planando sopra boschi di braccia tese”. Ecco.
.
Tytty Cherasien, Yarmouk
.
.
.
.
Enzo Del Re – Lavorare con lentezza
.

Questa canzone, interpretata da un vero cantautore proletario, il cui strumento musicale era una sedia, è paradossale come tutta la situazione lavorativa in Italia.
.
.
.
.
.



Lascia un commento