Sem terra, 30 anni di volti

Il fotografo Giulio Di Meo ha ritratto i 17mila delegati riuniti al congresso nazionale del Movimento Sem Terra, provenienti da tutto il Brasile. E ne ha fatto un libro

Di Luiz si vede solo la faccia e invece, a leggere la sua storia, verrebbe voglia di guardargli i piedi perché a detta dei “suoi” Seu Luiz Beltrame, dall’assentamento Promissão nello stato di São Paulo, è uno dei camminatori più longevi tra quelli in vita. Uno di quelli che è andato a sgranchirsi i suoi primi 88 anni alla prima grande marcia del Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST), poi un’altra marcia a 90 anni e un’altra ancora quando ne aveva 97. Ecco perché verrebbe da guardargli i piedi. E invece sul libro fotografico dei primi trent’anni del Mst c’è la sua faccia. Su quella faccia le rughe sono talmente tante e talmente tanto all’infuori che la sua foto sembra essere in rilievo sulla carta: ci ha messo 105 anni per farsi venire questa faccia.

Seu Luis

A mettere la faccia di Seu Luiz sulla carta di un libro è stato Giulio Di Meo, fotografo italiano, che nel febbraio scorso è andato al sesto Congresso Nazionale del Mst con l’idea di fare i ritratti dei 17mila delegati provenienti da tutto il Brasile. «Era un’ottima occasione per provare a raccontare, attraverso i volti, la ricchezza e la straordinaria diversità del popolo brasiliano del Mst», dice Giulio. «Questi scatti divertivano sia loro che me e in tre giorni ne ho fatti più di 400: i volti raccontano la dura resistenza e la lotta delle persone che formano il Mst, la loro forza e allegria, la loro esperienza e la loro speranza». E queste facce sono piaciute talmente tanto ai dirigenti del Mst che, anche con l’appoggio di diverse associazioni italiane, è nata l’idea di provare a farne un libro per raccogliere fondi, attraverso un progetto di crowdfunding, per la Scuola Nazionale Florestan Fernandes. Una scuola, a São Paulo, ideata con l’obiettivo di formare la classe lavoratrice, dove 25mila persone hanno partecipato a corsi, seminari e conferenze. «Spero che le foto siano in grado di raccontare la dignità, la forza e l’allegria con cui queste persone portano avanti la loro lotta».

Sono undici anni che Giulio fotografa il Brasile, dalle favelas alle occupazioni urbane e rurali, e da dieci che racconta Movimento Sem Terra. La prima volta nel 2003 per seguire un progetto Arci a Santa Marta, una piccola favela di Rio de Janeiro. Poi è tornato quasi ogni anno e dal 2007 insieme ad Arcs (l’ONG diArci) organizza workshop di fotografia negli insediamenti del Mst.

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Il Mst nasce in Brasile nel 1984 quando Seu Luiz Beltrame aveva 75 anni: un movimento di agricoltori e braccianti che lotta per la terra, contro i grandi proprietari terrieri e lo strapotere dell’agronegócio. Oggi è diventato il movimento sociale più grande dell’America Latina, riunendo più di 2 milioni di persone. L’uscita del libro di Giulio coincide con il secondo turno delle elezioni in Brasile e non è una questione di poco conto, soprattutto per il Mst. Joao Pedro Stedile, uno dei dirigenti del Movimento, che ha scritto la prefazione al libro fotografico e che nei prossimi giorni sarà con Giulio alle presentazioni del libro a Roma, Bologna e Milano dice: «Aécio rappresenta il ritorno al neo-liberismo, è il nostro Berlusconi giovane, appoggiato da tutto il capitale internazionale e dagli americani, che promette l’indipendenza della banca centrale, di privatizzare le riserve del Pré-Sal, ecc. Anche se i movimenti sociali hanno criticato molto il governo Dilma, credono che sia necessario rieleggerla affinché possa, nel suo secondo mandato, portare avanti maggiori cambiamenti a favore del popolo. Questo dipende anche dal tipo di politica agraria che verrà portata avanti nei prossimi anni: con Aécio si verificherebbe l’arresto e la criminalizzazione dei movimenti. Basta ricordare che al tempo del neoliberismo di Cardoso, ci sono stati i massacri di Carajás e Corumbiara con decine di morti del Mst. Da parte nostra, come movimento, continueremo a educare i lavoratori, organizzarli e lottare per un nuovo tipo di riforma agraria popolare».

Comunque vada la faccia di Seu Luiz e dei suoi compagni continuerà ad esserci e magari, alla prosima marcia di MST, gli vedremo pure i piedi.

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