Tutti gli articoli di Cafebabel


Cafebabel
Cafébabel è il primo magazine partecipativo multilingue, fatto dai giovani per i giovani di tutta Europa. Le nostre storie rivoluzionano il modo in cui il Vecchio Continente viene rappresentato e raccontano cosa sia l'Europa "in real life". Il magazine online è una piattaforma unica nel suo genere: un network di autori, traduttori, filmakers e fotografi che lavorano per costruire insieme una narrazione europea quotidiana. Cafébabel è pubblicato da Babel International, ONG con sede in Francia. La piattaforma è stata creata nel 2001da un gruppo di ambiziosi studenti Erasmus.

Un fumetto per chiedere Giustizia e Verità per Mario Paciolla

Continua il percorso di sensibilizzazione per ottenere Giustizia E Verità Per Mario Paciolla

Il revenge porn in Italia ed Europa: cos’è e come si combatte

Cosa si può fare in Italia, cosa succede in Europa

Benvenuto nell’esercito armeno

Due anni di leva obbligatoria per un conflitto che non finisce mai

La Francia s’è Destra

A Nizza, il partito di Le Pen egemonizzato dagli “identitari”

En Périphérie: la libertà di stampa in Ungheria ai tempi di Viktor Orbán

Con l’80 per cento dei giornalisti ungheresi legata in qualche mode ai simpatizzanti del partito al potere, qual è la vita quotidiana dei professionisti che ambiscono a rimanere indipendenti?

Effetto Boris Johnson: nel Regno Unito, la Brexit colpirà soprattutto le donne

Nel Regno Unito, le elezioni politiche del 12 dicembre 2019 hanno visto trionfare i conservatori. Il voto sancisce definitivamente l’uscita del Paese dall’Unione europea. Le istituzioni comunitarie sembrano contente del risultato. Perché?

24 anni dopo Dayton: a Mostar, in Bosnia, i giovani gridano pace

Quasi 25 anni dopo la firma dei trattati di pace, Mostar è oggi il simbolo della Bosnia paralizzata dalle divisioni etniche. Famosa per il leggendario ponte Stari Most, la città balcanica esibisce ancora le cicatrici del conflitto più orribile su suolo europeo dopo il 1945. Eppure, al giorno d’oggi, parecchi dei suoi abitanti rifiutano la retorica nazionalista e preferiscono tendere la mano