“La storia ha il grande merito di dare profondità agli eventi: solo studiando il passato si può comprendere il presente e – spero – contribuire a costruire un futuro diverso”, scrive Arturo Marzano il 21 ottobre 2025, data di uscita del suo ultimo libro, “Storia di Gaza. Terra, politica, conflitti”, edito da Il Mulino.
Di e su Gaza, da questo lato del Mediterraneo, si è scritto tanto, e ancora di più dopo il 7 ottobre 2023. Nel contesto italiano, molte persone hanno sentito l’esigenza di condividere opinioni, analisi, più o meno valide o fondate. L’informazione sui media mainstream è risultata completamente polarizzata, confondendo ancora di più chi non ne sapeva molto, e facendo infuriare, oltre alle persone protagoniste di una storia sempre mal raccontata, chi aveva tutto il diritto e il merito di prendere la parola. E anche ora, a due anni dall’inizio dell’ultima – di tante, la più crudele e spietata – offensiva militare da parte di Israele su Gaza e sulla Palestina tutta, è davvero faticoso districarsi tra la mole di informazioni prodotte, circolate, falsificate, estrapolate e strumentalizzate.
Leggere “Storia di Gaza” è stato un viaggio emotivo e intellettuale davvero importante.
È l’unica monografia in Italia solo su Gaza. Prima di Arturo Marzano, amico prima che intellettuale e storico, solo Jean Pierre Filiu lo aveva fatto, nel suo mastodontico capolavoro “Gaza. A History” – curiosamente, uscito da più di dieci anni e mai tradotto in italiano. Per chi studia Gaza e la Palestina, oltre alle voci palestinesi- per fortuna mai zittite nonostante i decennali tentativi – siamo cresciutə a pane e Sara Roy.
Ripercorrere gli ultimi cento e più anni di vita nel pezzo di terra ora più famoso del mondo è necessario e funzionale a comprendere come e perché si sia arrivati, non tanto al 7 ottobre, quanto a tutto quello che il 7 ottobre ha seguito e preceduto. Come in una sineddoche, la figura retorica che consente di parlare della parte per raccontare il tutto, Gaza è stata e rimane un pezzo fondamentale della storia moderna della Palestina, e il fulcro di avvenimenti storici, politici, sociali, economici che hanno visto nella (odierna) Striscia il laboratorio di sperimentazione di dispositivi sociali, economici, ma anche militari – purtroppo.
Ribaltando l’eterna narrazione vittimista, sottrattiva e monodimensionale, “Storia di Gaza” riporta Gaza e la sua gente in primo piano, non solo come protagonistə attivə della loro storia, ma anche come voci autorevoli e necessarie alla verifica dei fatti narrati. La storia è loro, per parafrasare il famoso titolo. È un libro che ha ambizioni umili, ma che ha invece un ampio respiro e deve avere ancora maggiore visibilità. Di umile ha, molto rispettosamente, l’approccio, ma possiede una metodologia solida, una bibliografia di enorme qualità, e, soprattutto, il valore umano e professionale di uno storico che grazie alla ricerca sul campo e a quella bibliografica ha appreso molto e non ha paura di dirlo, senza imbarazzi.
Nella sua ricostruzione storica, l’autore non fa sconti a nessuno. A nessuno che abbia avuto – e ha – la responsabilità di usare il potere in modo giusto ed equo, e non lo ha fatto: Hamas, e i suoi differenti tentacoli a volte sincroni, a volte antagonisti; l’Autorità Mandataria Britannica e il suo pilatesco indecisionismo; le Nazioni Unite a tratti pavide e spesso paternalistiche, vincolate da mandati e sovranità nazionali; i governi israeliani succedutisi negli ultimi 80 anni, differenti nel colore ma uniti nel chiaro disegno egemonico di uno stato etnico; chiaramente anche l’Autorità Palestinese, carrozzone politico dal futuro segnato. Ogni attore è un prisma multidimensionale che Marzano scompone e ricompone, in ordine sincrono e asincrono. Negli eventi drammatici succedutisi a Gaza dagli anni ‘20 del Novecento sino ad oggi, l’autore risalta la restituita importanza alla popolazione palestinese, raccontata nei dettagli attraverso la storia e i ruoli delle grandi famiglie, delle differenti organizzazioni sociali. Una popolazione che da sempre è attiva e mai passiva nei confronti della propria storia.
“Gaza è la conseguenza emblematica di quanto Shavit afferma, e la sua esistenza dal 1948 in poi ha costantemente ricordato ai governi israeliani la contraddizione tra sionismo e popolazione araba palestinese”, scrive l’autore nelle conclusioni del volume.
La Storia di Gaza, e della Palestina tutta è un vero e proprio bagno di realtà nei confronti della narrazione piatta e propagandistica, suprematista, neo-coloniale e razzista che vede pesi e misure differenti applicati a seconda se i protagonisti dei fatti siano palestinesə o israelianə. La Storia e il futuro di Gaza non possono e non devono essere scissi dalla storia e dal futuro della Cisgiordania, i cui piani di annessione da parte del corrente governo israeliano sono stati finalmente ammessi, dopo circa sette decenni.
Il libro si chiude qualche giorno prima del recente annunciato “cessate il fuoco” del 10 ottobre 2025, misura inefficace che sta già mostrando le drammatiche falle che lə stessə palestinesi avevano previsto. Non fornisce soluzioni semplici, né esistono. Continuiamo a non chiedere allə palestinesi cosa vogliono, e come possiamo noi usare i nostri ruoli, privilegi e poteri per supportarlə nell’attuazione del loro disegno di autodeterminazione, diritto universale riconosciuto a tuttə, tranne che a loro. Continuiamo a non mettere in discussione un sistema ormai disfunzionale, iniquo e marcio, che mostra ovunque le sue falle e che danneggia tuttə, anche chi ora ne beneficia. Da dove cominciamo a riempire le prossime pagine? Ognunə come può, in complementarietà e solidarietà, a seconda dei propri poteri, privilegi, responsabilità.
Quello che rimane imperativo è mantenere integra la nostra onestà intellettuale. È necessario continuare a fare (e farci) domande scomode, a demolire narrazioni e cercare nuovi strumenti, e a conoscere la voce delle persone coinvolte, come fa Arturo Marzano impeccabilmente. Lo dobbiamo a noi stessə, ma prima di tutto a tuttə lə palestinesə.
Note sull’autore:
Arturo Marzano è uno storico di formazione e insegna Storia Contemporanea all’Università di Roma Tre.
Tra le sue pubblicazioni più recenti:
– Questa terra è nostra da sempre, (Laterza, 2024)
– La curatela, insieme alla professoressa Marcella Simoni, del volume “Il labirinto di Gaza – Storie, politiche, rappresentazioni. 1987-2023”, (2024, Scholé)
– Terra Laica. La religione e i conflitti in Medio Oriente, (Viella, 2022)
– Storia dei sionismi. Lo Stato degli ebrei da Herzl a oggi, (Carocci, 2017)
Insieme a Matteo, è papà felice di Jacopo e Orlando. Vivono a Nicosia, Cipro.