Il podcast inedito di Verdiana Benatti e Lucia Botti, selezionato a settembre dalle giurie dei pitching di Meglio di un romanzo, uscirà tra marzo e aprile 2024 sul sito del Festival e su “Q Code Magazine”

A pochi mesi di distanza dalle celebrazioni del decennale di Meglio di un romanzo, il progetto che Festivaletteratura dedica dal 2013 al giornalismo narrativo e alla scoperta di nuovi talenti del reportage, il lavoro selezionato lo scorso settembre dalle giurie di giornalisti e professionisti del settore per essere sviluppato a puntate sul sito del Festival e sulla rivista Q Code Magazine entra finalmente nel vivo della sua realizzazione.

Acquasanta di Verdiana Benatti e Lucia Botti è un podcast in quattro puntate che racconta le tappe di un viaggio dall’Italia a Lourdes, il cui santuario mariano, ai piedi dei Pirenei, dalla seconda metà dell’Ottocento a oggi è divenuto uno dei principali centri della cristianità in Europa, ospitando milioni di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. A partire dalla raccolta di numerose testimonianze sul campo e seguendo il flusso di visitatori che nei decenni ha trasformato il paese in una poderosa struttura ricettiva, le due autrici si interrogano sul senso dell’esperienza di un viaggio personale in cui sacro e profano si intrecciano sino a confondersi, polarizzando gli immaginari generazionali intorno a un luogo intriso di fede e scetticismo.

Il reportage verrà anticipato ai primi di marzo da un lungo articolo pubblicato sul sito di Festivaletteratura e su Q Code Magazine, per poi uscire a cadenza settimanale sulle principali piattaforme di podcast (per esempio su SpotifyApple Podcast e Spreaker) tra marzo e aprile 2024.

ACQUASANTA
Un podcast di Verdiana Benatti e Lucia Botti

È l’11 febbraio 1858. Mentre raccoglie legna nella grotta di Massabielle, la quattordicenne Bernadette Soubirous vede apparire “una bellissima signora vestita di bianco e azzurro”. Questa sarà solo la prima di diciotto apparizioni simili nell’arco di cinque mesi. Da questo momento, la vita di Lourdes, che fino ad allora era stato un villaggio come gli altri ai piedi dei Pirenei, cambierà radicalmente.

Agli inizi dell’Ottocento, Lourdes è un borgo rurale sulle rive del fiume Gave de Pau, con un’economia basata principalmente sul commercio di prodotti agricoli.Nel giro di quindici anni viene edificata la prima grande struttura ricettiva del paese, il Grand Hotel De La Grotte. Nel 1933, Papa Pio XI proclama Bernadette santa: aumenta il numero di pellegrini e con questo anche il giro di affari. Nel 1948 viene costruito l’aeroporto di Tarbes-Ossun-Lourdes, che oggi conta un traffico aereo di più di 600 mila passeggeri l’anno.

Queste sono le tappe di un processo che in pochi decenni porterà una comunità di quattromila persone a diventare uno dei principali centri della cristianità in Europa, con un flusso turistico annuale di sei milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. Anche Il territorio si plasma seguendo questo ritmo: cominciano a spuntare hotel, ristoranti, e tanti, tantissimi negozi di souvenir pronti ad accogliere pellegrini, volontari e cercatori di miracoli. Passeggiando per le strade di Lourdes, si ha la sensazione di camminare in un grosso centro commerciale a cielo aperto.

L’immaginario collettivo italiano si muove su un’idea binaria di Lourdes. Da una parte, il santuario ha popolato i racconti di nonni e parenti che lo hanno frequentato in veste di fedeli; dall’altra, c’è la nostra generazione, che tende a osservare il fenomeno con un misto di scetticismo e sufficienza. Abbiamo deciso di andare di persona per raccogliere questa pluralità di voci e creare un racconto di viaggio in forma di podcast che tenti di rispondere a tante domande: cosa spinge una persona a partire e cosa trova una volta arrivata? Che cos’è un miracolo? E in che modo il sacro è diventato una fonte di guadagno?

IL PODCAST

Episodio 1. Viaggio

Il viaggio di Acquasanta parte da Torino con un bus che a bordo conta settantasette pellegrini, due autisti e Massimo, l’animatore spirituale. Si parte con più domande che risposte: come viene raccontata Lourdes dai fedeli, cosa spera di trovare chi parte, ma anche come si bilanciano spiritualità e commercio selvaggio di souvenir sacri. Un racconto che si articola come un coro di voci, tra le quali anche quella di Mario Soldati, che quasi 100 anni fa compiva un viaggio simile al nostro, dall’Italia verso Lourdes.

Ascolta “1. Viaggio” su Spreaker.

Episodio 2. Souvenir

Le madonnine di acqua santa sono forse il gadget più famoso di ogni pellegrinaggio a Lourdes. Si collocano all’interno di una lunga tradizione di altri souvenir sacri che i fedeli cercano di accaparrarsi ad ogni viaggio, dai rosari alle statuette dei santi, dai ceri votivi di vari colori e dimensioni alle tazze. Oggi Lourdes sembra un enorme centro commerciale a cielo aperto, ma non è sempre stato così. Agli inizi dell’Ottocento, si trattava di un borgo rurale sulle rive del fiume Gave de Pau che contava poco meno di 4000 abitanti, ma dopo il riconoscimento ufficiale delle apparizioni, il paese ha cambiato drasticamente fisionomia. Negli anni sono state erette tre basiliche, una stazione ferroviaria, un aeroporto che oggi sostiene un traffico di 6 milioni di visitatori annuali. Il flusso turistico ha comportato un notevole aumento delle attività commerciali e proprio su questo argomento si concentrerà la seconda puntata. Come ci ha già spiegato Don Julian, il commercio esiste da quando esiste il sacro. Ma chi meglio dei suoi abitanti può spiegarci come funziona il business che gravita intorno a Lourdes?

Ascolta “2. Souvenir” su Spreaker.

Meglio di un romanzo è un progetto nato a Festivaletteratura nel 2013. È coordinato dal giornalista e condirettore di Q Code Magazine Christian Elia ed è rivolto a giovani autori di età compresa tra i 18 e i 30 anni che vogliano presentare al Festival un’opera inedita di giornalismo narrativo, tanto individuale che collettiva, in forma di reportage tradizionale, podcast o videoracconto. A partire dal 2017, dopo il lancio del bando annuale e la proposta dei temi, la selezione delle candidature e la discussione dei lavori al Festival in occasione delle pitching session, uno dei progetti partecipanti viene scelto per essere sviluppato a puntate sul sito e sui canali social di Festivaletteratura e della rivista Q Code Magazine. Negli anni sono nate produzioni originali capaci di raccontare realtà poco note del nostro Paese e non, talvolta completamente trascurate dalla stampa mainstream: città in rovina, universi lavorativi, eremi di silenzio, sanatori e sentieri dimenticati, quartieri difficili, paesaggi fluviali.