Mai prima d’oggi i reportage narrativi di Meglio di un romanzo s’erano spinti tra i flutti del Mediterraneo, sulla scia di barche da pesca e banchi di pesci che attraversano le correnti del nostro presente. Con il podcast Il sale di Penelope, il lavoro selezionato a Festivaletteratura 2021 in occasione dei pitching radiofonici condotti da Christian Elia, Ilaria Potenza e Paula Blanco ci guideranno per tutta la primavera nell’inesplorato universo lavorativo delle pescatrici che da decenni solcano i mari spagnoli e italiani, raccogliendo in ogni puntata numerose testimonianze sul campo e misurandosi con temi quali la parità di genere nel mondo del lavoro, la ricerca di sbocchi occupazionali nel mercato europeo e la riscoperta di mestieri perduti, con un’attenzione particolare all’annoso problema dell’inquinamento dei mari e dei cambiamenti climatici.

Il sale di Penelope prende il largo dopo una lunga lavorazione tra Italia e Spagna, accompagnato dalla bella cover di Valentina D’Andrea e da un ricco apparato fotografico. Inedita è per certi versi anche la forma rispetto ai passati lavori di Meglio di un romanzo: sarà infatti un reportage in forma di podcast a cadenza quindicinale, che oltre a essere pubblicato a puntate sul sito di Festivaletteratura e su Code Magazine, potrà essere ascoltato e scaricato su SpreakerSpotifyApple Podcasts e su molti altri aggregatori di podcast. Pronti a partire?

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Ilaria Potenza e Paula Blanco hanno presentato questo progetto in una delle puntate di 
Meglio di un romanzo su Radio Festivaletteratura 2021. Puoi riascoltarla qui.

Ascolta “0. Teaser” su Spreaker.

La pesca è un’occupazione comunemente associata ai pescatori. Le pescatrici infatti fanno questo lavoro da anni senza ricevere lo stesso riconoscimento. Vogliamo raccontare le loro storie in una serie podcast, affrontando un viaggio per mare tra l’Italia e la Spagna. Secondo una ricerca della Commissione europea, la presenza femminile spagnola nel settore della pesca è la più grande in tutta l’Ue. Eppure è ancora difficile trovare donne a bordo delle navi in Galizia, dove la loro presenza è considerevole. Anche in Italia giovani donne hanno iniziato questa carriera dopo la laurea. Con le pescatrici vogliamo anche approfondire il problema dell’inquinamento delle nostre acque che, insieme al cambiamento climatico, rischia di compromettere una professione secolare. La tutela dell’ambiente è una sfida generazionale, così come lo è diventata la ricerca di nuove occupazioni. Ai ragazzi viene chiesto per esempio di inventarsi un lavoro, che talvolta coincide con il ritorno a mestieri tradizionali come l’agricoltura e la pesca. Le donne pescatrici esistono, anche se sfuggono alla cronaca mainstream. E fanno la loro parte per rispondere ai limiti di genere che condizionano il settore ittico. La nostra Penelope non resta ad aspettare, si prende il mare.