Ancora una volta il diritto internazionale è carta straccia. Nelle notizie ancora non chiare bombe e forze speciali di Trump a prelevare il presidente Maduro. Ma il contesto è ben più ampio e risponde alla solita parola: affari.
Un attacco militare in grande scala, un sequestro che ancora mentre scriviamo non è chiaro se sia concordato o meno, una violazione in ogni caso di ognin regola del diritto comunitario internazionale, con il classico disprezzo che da troppo tempo abbiamo imparato a sopportare a Gaza, da parte israeliana e statunitense. Il 3 Gennaio 2026 ci riporta indietro di cinquant’anni, ci dice Alfredo Somoza, storico, giornalista e analista, in questa intervista con Q Code.
I soggetti protagonisti sono molteplici, al di là della sfrontatezza prepotente della presidenza Trump che in due anni ha colpito militarmente in giro per il mondo facendosi beffe di ogni evoluzione della diplomazia e dei trattati e rivendicando un diritto all’azione che, come nella storia dell’imperialismo Usa, si è autoconcesso come per potere divino (leggi soldi e armi).
La Cina è uno dei bersagli indiretti, ma forse quello che spaventa di più il gigante armato statunitense, che è un nano economico e ne soffre. Mentre l’Unione europea si conferma inadatta nella sua leadership, incapace di essere all’altezza del ruolo che potrebbe avere e che dovrebbe assumere dentro questo scadimento primordiale dei diritti.