La Palestina e i suoi simboli

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La rubrica #FalafelDiNotizie nasce per raccontare la Palestina delle tradizioni, dell’arte, della resilienza di un popolo costretto alla segregazione. Le vicende geopolitiche, le risoluzioni e le raccomandazioni, sono solo un aspetto della intricata vicenda in cui il popolo palestinese è vittima. Con questo appuntamento mensile, attraverso la voce degli operatori della ong VIS, presente in Palestina da oltre trent’anni, vogliamo offrire un racconto a tutto tondo attraverso brevi spaccati di vita quotidiana, spunti di riflessione e aggiornamenti, con uno sguardo costruttivo e rispettoso. Di denuncia, ma soprattutto di speranza.

Lo Zaʿatar è una pianta aromatica che cresce spontanea nei Paesi mediterranei, in Palestina si può trovare passeggiando fra le colline rocciose. Il suo odore è intenso e pungente ed è una pianta dai mille usi. Nello specifico il nome Zaʿatar si riferisce alla miscela di foglie di timo essiccate e tritate assieme ai semi di sesamo, sale e sommacco.

Viene utilizzato in tantissimi piatti della tradizione palestinese per insaporirli e aggiungere quel tocco aromatico e deciso. Lo Za’atar può essere mangiato anche con pane e olio, specialmente a colazione. Il timo, che è alla base dello Za’atar, è largamente usato in Palestina (fresco, essiccato, in foglie e tritato) sia in cucina sia come rimedio contro tosse, raffreddore e mal di stomaco.

Nel 1977 la raccolta del timo selvatico fu vietata dalle autorità israeliane con il pretesto della salvaguardia dell’ambiente. La Palestina odora di Za’atar che fa parte delle tradizioni e dell’identità locale.

Luigi Bisceglia

Coordinatore Regionale Programmi della ONG VIS per il Medio Oriente, lavora e vive in Palestina da più di 10 anni. È coordinatore accademico del Master in Cooperazione allo Sviluppo - MICAD dell'Università di Betlemme e co-fondatore dello Yunus Social Business Centre presso la stessa Università.

Rebecca Diotallevi

Appassionata di scrittura e diritti umani unisce le sue passioni laureandosi in Scienze della Comunicazione e poi in Relazioni Internazionali. Attualmente lavora come Project Manager Child Protection per l’ONG italiana VIS in Palestina, dove si occupa anche di curare la parte di comunicazione fra la sede di Roma e quella di Betlemme.

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