Intersezionalità

Mentre è in carcere in attesa di giudizio, Angela Davis approfondisce le tematiche dello schiavismo e del matriarcato

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Partiamo dalla definizione, anzi ne scegliamo una. “L’identità di ciascunae ciascuno, nelle società oramai estremamente complesse, si trova all’incrocio di molti piani diversi: quello del genere, della religione, dell’etnia, del luogo di nascita, del reddito, della lingua o lingue conosciute, delle disabilità, delle nazionalità,dell’orientamento sessuale, della cultura di appartenenza o di arrivo o di altri ancora.

Tutte le coordinate culturali sono livelli di costruzione della propria identità nella quale agiscono poteri e forze politiche diverse, che si concentrano sull’unico luogo comune a tutte: il corpo, il quale a sua volta, differente da tutti gli altri, risponde a quelle sollecitazioni in maniera diversa”. (da Perché il femminismo serve anche agli uomini di Lorenzo Gasparrini, Eris 2020)

Lorenzo Gasparrini, filosofo di estetica, attivista femminista e scrittore, definisce in maniera semplice l’intersezionalità (per provocare: ecco che anche gli uomini si occupano di questioni di genere e sono femministi!). Il concetto compare per la prima volta in un saggio scritto da Angela Davis (militante del partito comunista e delle Black Panthers,) durante la sua detenzione in carcere. Accusata di omicidio, cospirazione e rapimento, come complice del sequestro e poi omicidio di un giudice firmato dalle Black Panthers, dopo due mesi di clandestinità, venne catturata a New York e, alla fine del processo, assolta con formula piena. Mentre è in carcere in attesa di giudizio, Angela Davis approfondisce le tematiche dello schiavismo e del matriarcato, usando come lente di ingrandimento il punto di vista della donna.

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