Taglia e cuci: omaggio a Marjane Satrapi

La morte di Marjane Satrapi a soli 56 anni è una notizia che scuote alle fondamenta il mondo del fumetto, costretto a dire addio troppo presto a una grande autrice, una voce unica e poliedrica che ha saputo raccontare l’Iran del suo tempo come forse nessun’altra.

Il nome di Satrapi sarà legato per sempre a Persepolis, vero e proprio capolavoro della Nona Arte che siamo tornati a recensire di recente su queste pagine, nonostante l’artista si fosse da tempo detta molto stanca di essere definita solo dall’opera pubblicata in quattro parti tra il 2000 e il 2003.

Proprio per questo, nel nostro omaggio a un’autrice fondamentale per la crescita del fumetto nel terzo millennio, abbiamo scelto di recensire un titolo forse meno noto, ma altrettanto emblematico dello stile di Satrapi e del suo modo di intendere la Nona Arte.

Uscito anch’esso in Francia nel 2003, Taglia e cuciBroderies in originale – è infatti un manifesto semplice, ironico e potente sulla condizione della donna nell’Iran di fine Novecento, che prende corpo da una chiacchierata tra donne a margine di un pranzo in famiglia.

In questo graphic novel tutto al femminile, una giovane Marjane torna a interagire con figure già note al grande pubblico grazie a Persepolis, come la madre e soprattutto la nonna, vera e propria colonna portante della famiglia e punto di riferimento per l’autrice.

Gli argomenti affrontati tra dissacrante ironia, fermezza delle più anziane e apprensione delle più giovani, comprendono naturalmente la relazione con gli uomini, il matrimonio e le imposizioni patriarcali che spesso lo accompagnavano nella società iraniana dell’epoca.

Il titolo, riferito all’attività di cucito che solitamente accompagnava queste chiacchierate in famiglia, allude quindi al profondo legame di solidarietà femminile che le donne della famiglia sviluppano per sostenersi a vicenda nell’affrontare situazioni spesso difficili, a volte scabrose.

Ma a ben vedere il Taglia e cuci di Marjane Satrapi non si limita solo a quest’opera, allo stesso tempo intima e politica come nel suo stile, ma si allarga a tutta la sua produzione artistica, che ha costruito negli anni un vero e proprio ponte tra la cultura iraniana e quella europea.

Grazie a un mezzo d’espressione universale come il fumetto – che pure lei stessa si convince ad abbracciare solo dopo l’arrivo in Francia – si è arrivati a conoscere meglio l’Iran, ad avere un’idea più consapevole di una società antica e complessa, proprio come desiderava l’autrice.

L’opera di Satrapi ha spazzato via la patina di superficialità e banalizzazione pre-esistente, riportando allo stesso tempo all’attenzione del mondo la durezza con cui il regime degli ayatollah sta(va) soffocando il popolo iraniano: un tema più che mai attuale, da Donna vita libertà alla situazione di oggi.

Da qui la volontà di ricordarla, a pochi giorni dal suo addio, con Taglia e cuci. Perché al di là di Persepolis, Marjane Satrapi ci ha regalato tante storie, tra cinema e fumetto, in cui ha messo in gioco grandi pezzi della sua vita, spinta dalla volontà di condividere un amore intenso e difficile: quello per il suo Paese d’origine.

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