ELP

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I guerrieri del clima nel bel libro di Antonio Manzini

No spoiler, chiariamo subito questa cosa, ma.

Il libro di Antonio Manzini, ELP, era su uno scaffale di uno shopping della Stazione Centrale di Milano. Ero in coda per acquistare un quotidiano, rito che lascio solo a qualche viaggio in treno ormai, e lo vedo in grande quantità di copie. Anzi lo rivedo, perché aveva già iniziato a incuriosirmi in qualche puntata in libreria dei giorni precedenti.

Tre lettere maiuscole, un quadrato con sfondo tipo intonaco o cemento chiaro e un cerchio con quattro bastoncini dentro, sembrano fiammiferi bruciati, sul rossiccio.

Innanzi tutto, quindi, complimenti a chi dentro Sellerio Editore ha curato questa copertina, perché è una bomba. È semplice, enigmatica, sia nel titolo, sia nell’illustrazione.

E cosa significa ELP?

Allungo la mano cerco la seconda di copertina: l’Esercito di Liberazione del Pianeta, disobbedienti che liberano galline in autostrada e altro, e che finiscono dentro un’indagine del protagonista, Rocco Schiavone. Vicequestore dalla vita incasinata, non manca il torbido, ma ferreo nella logica, nel rispetto dell’amicizia e anche nel riuscire a chiosare sempre con sagacia condita al turpiloquio romanesco diverse situazioni. Un cinico e duro, ma un protagonista che cerca il senso delle cose, oltre ai colpevoli dei crimini. È arrivato ad Aosta dalla Capitale, si bagna le Clarks nella neve, ma non cede agli scarponi, così come non molla il loden e un bel cannone di marijuana al mattino nel suo ufficio, per schiarirsi le idee. 

Gli si vuole bene a Rocco Schiavone, alla sua solitudine, al suo cane Lupa, ai discorsi che immagina con la moglie morta. Sono momenti lirici. Che finiscono, per tornare nel personaggio del ruvido investigatore disilluso, ma mai fino in fondo.

Prendo il libro e lo aggiungo al quotidiano. Inizio a sfogliarlo in treno, poche righe e mi ricordo un suo libro precedente, mentre la serie tv non l’ho mai vista, anche se l’attore, Marco Giallini, mi pare perfetto per il ruolo, oltre che bravo. 

Come presenterà l’ELP questo giallo di successo assicurato? Anche questo mi stimola moltissimo, perché il dibattito su Ultima Generazione nei giornali mainstream usa parole come vandali ed ecoterroristi. Ma come dice un personaggio del libro, paiono più eco terrorizzati, altro che terrorismo.

L’altra cosa che mi interessa capire in questo giallo è come si tengano la questione di un reato grave, e la presenza appunto di questa sigla. Perché Ultima generazione, tornando al reale, è non violenta per costituzione. Scopritelo.

Ancora no spolier, quindi, ma.

Il libro, che ho finito poche ore prima di scrivere qui, non è solo un giallo, ma un grande affresco riuscitissimo sulle relazioni umane di gente umile, di meridionali trapiantati fra gli stambecchi e la fontina, di amori e relazioni, di amicizia e sesso. E di tanta solitudine che si porta sempre dietro quella domanda che ci ronza perennemente in testa, sul quando siamo felici e se siamo capaci di capirlo. Perché alla fine siamo soli e spesso non riusciamo a capire i confini leciti di quanto star bene noi, se questo incide sugli affetti personali. E però il nostro dialogo interiore è geometrico e di lì non si scappa e i pensieri, specie di notte, ci aspettano al varco. A volte come qualcuno che non hai voglia di incontrare, oppure con un amore che è dentro un’altra dimensione.

Ecco. Leggete ELP, perché è un viaggio stimolante e bello, anche le pagine amare, dove entrano i servizi segreti. Altro non posso dire, ma quelle pagine dicono tanto e bene.

Angelo Miotto

Giornalista dal 1992, documentarista radiofonico, autore di saggi, testi teatrali e per l'opera. Ha vinto i premi Baldoni, Bizzarri, Anello Debole. Fra i pionieri del webdocumentario con produzioni riconosciute a livello internazionale. Ha lavorato a Radio popolare, PeaceReporter, E il Mensile e nel Digital Brand. Collabora fin dal suo inizio con il Festival dei Diritti Umani, autore di saggi e testi per libri fotografici. Ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Nel 2013 ha fondato Q Code Mag, di cui è direttore insieme a Christian Elia

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